Brunello Cucinelli cede oltre il 4% mentre il lusso tiene: nessuna notizia dalla società

Dimitri Stagnitto

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Il titolo scende in area 85 euro in una seduta positiva per il FTSE MIB, senza comunicati né note di broker pubbliche. Dopo il rally di ottobre l’ipotesi più probabile sono le prese di profitto, con il supporto a 85,02 euro sotto pressione.

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Seduta pesante per Brunello Cucinelli, che scende mentre il resto di Piazza Affari sale. Alle 15:42 il titolo scambia a 85,36 euro, il 4,2% sotto la chiusura di ieri (89,10 euro), e nel corso della giornata è arrivato fino a 84,74.

Alle 15:39 il FTSE MIB guadagna lo 0,18% a 50.035 punti. E non è nemmeno una giornata no per il lusso: Moncler è poco mossa (-0,13%), mentre a Parigi Kering, la casa di Gucci, sale dello 0,99%. Il problema, se così si può chiamare, sembra riguardare solo Cucinelli.

Per un titolo che di solito si muove poco, è un calo ampio. Nelle ultime 20 sedute l’oscillazione media giornaliera è stata dell’1,45%: quella di oggi, attorno al 4,2%, è quasi il triplo.

Un calo cresciuto con il passare delle ore

La mattinata non lasciava presagire molto. Sulla scheda del titolo di Borsa Italiana il contratto delle 10:14 è a 88,10 euro, in calo dell’1,12%. Poi le vendite si sono fatte più insistenti e il prezzo è sceso sotto gli 85 euro.

Il FTSE MIB ha fatto il percorso opposto. Dopo un passaggio sotto la chiusura di ieri, con un minimo a 49.294 punti, a metà pomeriggio è tornato in positivo.

Dalla società, finora, nessuna notizia. Nell’archivio dei comunicati stampa sul sito investor relations l’ultimo documento è ancora quello del 15 ottobre sui ricavi dei nove mesi, e il calendario finanziario non prevede appuntamenti in questi giorni. Nemmeno nella stampa finanziaria consultata compaiono downgrade o tagli del prezzo obiettivo usciti oggi. Non si può escludere una nota di qualche banca d’affari riservata ai clienti istituzionali, ma finché non diventa pubblica resta un’ipotesi.

Più probabile, in mancanza di altro, che si tratti di prese di profitto. Fino a ieri Cucinelli aveva corso parecchio: +11,12% in un mese, quasi il 4% in una settimana e un +2,48% nella sola seduta di lunedì. Anche i segnali tecnici dicevano che la salita era stata rapida: lo stocastico, che misura dove si trova il prezzo rispetto ai massimi e minimi recenti, era al massimo della scala, e la quotazione sfiorava la banda superiore di Bollinger, il confine oltre il quale un movimento si considera tirato. In situazioni così basta poco perché chi ha comprato nelle settimane scorse decida di incassare. È una lettura, però, non una causa dimostrata.

I conti restano quelli di metà ottobre

I fondamentali comunicati dall’azienda non sono cambiati. Il 15 ottobre il gruppo di Solomeo ha diffuso ricavi dei primi nove mesi del 2026 pari a 1.123,6 milioni di euro, in crescita del 13,3% a cambi costanti e del 10,2% a cambi correnti. Il terzo trimestre, da 374,2 milioni, ha segnato un +13,5% a cambi costanti.

Con quei numeri è arrivata anche una guidance più alta. Per il 2026 la società stima ora una crescita dei ricavi del 12% a cambi costanti, contro il 10-11% indicato a luglio; i cambi peseranno per circa due punti e mezzo. Confermato l’obiettivo di circa +10% per il 2027. Nel comunicato, poi, la raccolta ordini per la Primavera-Estate 2027, uomo e donna, viene descritta come molto positiva: per un marchio che vende soprattutto nei propri negozi è un’indicazione che conta sulla visibilità dei prossimi mesi.

Il 16 ottobre, il giorno dopo i conti, il titolo aveva chiuso a 87,28 euro con un rialzo del 4,28%, come ricostruito nell’analisi di Money.it su difesa e lusso tornati a correre a Piazza Affari.

A gennaio era andata diversamente. Anche allora le azioni avevano perso quasi il 5% in una seduta, ma il motivo si conosceva: Bank of America aveva portato il giudizio a neutral, come raccontato nell’articolo del 16 gennaio sul calo di Cucinelli e degli altri titoli del lusso. Questa volta un fattore scatenante pubblico non c’è.

I livelli da tenere d’occhio

Sul grafico il primo spartiacque è a 85,02 euro. È la metà esatta dell’escursione tra 75,00 e 95,04 euro degli ultimi sei mesi, quello che gli analisti tecnici chiamano ritracciamento di Fibonacci al 50%, un livello dove spesso i compratori tornano a farsi vedere. Il minimo di oggi l’ha bucato di una trentina di centesimi. Una chiusura sotto porterebbe l’attenzione su 82,66 euro, il livello di Fibonacci successivo, e poi su 80,29, un minimo relativo su cui negli ultimi mesi le quotazioni si sono appoggiate quattro volte.

Il quadro di medio periodo, per ora, regge: il prezzo è ancora sopra tutte le principali medie mobili. La più vicina è quella a 20 sedute, a 84,17 euro, e sotto quel livello verrebbe meno anche questo sostegno.

Per rimettersi in carreggiata servirebbe riprendere 87,06 euro e, più su, la chiusura di ieri a 89,10. Per capire se area 85 ha tenuto bisognerà aspettare le 17:30.

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