Difesa e lusso tornano a correre a Piazza Affari. Per le azioni Leonardo e Cucinelli si apre la strada verso €60 e €100?

Tommaso Scarpellini

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Due titoli dati per sconfitti tornano a correre a Piazza Affari. Semplice rimbalzo tecnico o il segnale di un cambio di fase che il mercato non ha ancora prezzato davvero?

Difesa e lusso tornano a correre a Piazza Affari. Per le azioni Leonardo e Cucinelli si apre la strada verso €60 e €100?

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Cosa succede quando titoli che il mercato sembrava aver condannato tornano, quasi all’improvviso, in cima al listino?
Può voler dire che le paure che li avevano affossati erano più rumorose che fondate, e che tra prezzo e valore si è aperto un gap che pochi stanno osservando con la dovuta attenzione.

Due nomi di Piazza Affari, in particolare, potrebbero raccontare molto più di un semplice rimbalzo di fine settimana. Capire quali sono, e soprattutto perché si sono mossi proprio ora, aiuta a leggere meglio cosa sta cambiando nel sentiment degli investitori.

La convergenza che il mercato non aveva messo in conto

Nella seduta di venerdì 16 ottobre, chiusa dal Ftse Mib in rialzo dello 0,93%, in testa al paniere principale ci sono stati Leonardo (+4,73% a €50,42) e Brunello Cucinelli (+4,28% a €87,28). Un rimbalzo che sembra un caso quasi da manuale: catalizzatori specifici delle singole società, la cui spinta potrebbe essere stata amplificata da una dinamica tecnica ben nota agli operatori, lo short covering.

Per chiarire il concetto: quando un titolo scende per settimane, molti investitori aprono posizioni corte, scommettendo cioè su un ulteriore ribasso. Se però arriva una notizia positiva, queste posizioni vengono chiuse ricomprando le azioni, e gli acquisti forzati che ne derivano possono amplificare il rialzo. Se a questo si aggiunge una condizione di ipervenduto, una fase in cui le vendite sono state così intense e ravvicinate da rendere probabile, almeno sul piano tecnico, una reazione, il terreno per un rimbalzo vigoroso è già pronto.

Due paure diverse, un’unica pressione

Nelle settimane precedenti, i due titoli sembravano incarnare timori distinti.

Sul lusso pesava il clima che grava sull’intero comparto europeo. Il rallentamento dei consumi in Cina e i dati trimestrali deludenti di giganti come LVMH e Kering avevano alimentato un sospetto preciso: che nemmeno i marchi di fascia più alta potessero resistere all’erosione dei margini e alla debolezza della domanda asiatica. Brunello Cucinelli non ha fatto eccezione.

Di segno diverso il problema di Leonardo. Dopo i massimi toccati a marzo sull’onda della spesa militare, il titolo ha subito un’ondata di prese di beneficio che ha investito tutto il settore della difesa europea. Le incertezze sui tempi di allocazione dei budget e le discussioni su possibili piani di pace e tregua in Medio Oriente ed Europa orientale avrebbero spinto molti gestori a mettere al sicuro i guadagni.

Perché la svolta potrebbe essere arrivata proprio ora

A innescare il rimbalzo sono state due notizie puntuali, arrivate a poche ore di distanza.

Giovedì sera la casa di Solomeo ha diffuso i ricavi dei primi nove mesi del 2026: €1.123,6 milioni, in crescita del 10,2% a cambi correnti e del 13,3% a cambi costanti, con un terzo trimestre da €374,2 milioni (+13,5% a cambi costanti). Numeri in netta controtendenza rispetto al settore, trainati dalle Americhe (+20%) e dall’Asia (+14%), dove la Cina ha dato un contributo significativo. Il management ha inoltre alzato per la seconda volta la guidance 2026, portando la crescita attesa dei ricavi a circa il 12% a cambi costanti dal precedente +10-11%, e ha confermato un ulteriore +10% per il 2027. Il mercato ha letto in questi numeri la conferma di un posizionamento ultra lusso difficilmente replicabile, e tra gli analisti Banca Akros ha alzato il target price da €95 a €100.

Sul fronte della difesa, il catalizzatore è arrivato da Roma. Il Documento programmatico di bilancio 2027, approvato dal Governo il 13 ottobre, porta la spesa per la Difesa dall’1,3% del PIL del 2026 all’1,6% nel 2027, con una spesa per investimenti in crescita di circa €5 miliardi. La manovra destina inoltre al comparto €4,6 miliardi nel 2027 e €4,9 miliardi nel 2028 attraverso la clausola nazionale di salvaguardia europea. Per gli analisti, l’impostazione allontana il rischio che i programmi di ammodernamento vengano ridimensionati per esigenze di finanza pubblica: una prospettiva che ha riacceso la fiducia sul portafoglio ordini di Leonardo nel medio-lungo termine.

Cosa raccontano i grafici

Sul grafico di Leonardo (LDO) si legge una fase correttiva e laterale, iniziata dopo i massimi di marzo (€62,77 in chiusura il 10 marzo) e il successivo test dell’area di €60. La flessione delle ultime settimane ha trovato una base di supporto tra €46,00 e €46,50, e la candela di venerdì, un rimbalzo dal carattere impulsivo, ha riportato i prezzi sopra la soglia psicologica di €50.

Più ampio l’arco temporale da considerare per Brunello Cucinelli. Dopo la lunga discesa dal picco sopra €130, il titolo ha costruito un canale di accumulazione compreso tra €70 e €95. Il ribasso più recente si è fermato con precisione tra €75 e €76, e da lì è partito il recupero che venerdì ha riportato le quotazioni a €87,28.

Le prospettive

La reazione sul supporto apre per LDO la strada verso i massimi relativi di €52. In caso di rottura, il successivo obiettivo tecnico si colloca a €60, circa il 19% sopra la chiusura di venerdì. Non significa che il titolo ci arriverà, ma in quell’area il profilo dei volumi segnala un vuoto di scambi non trascurabile, che il prezzo potrebbe colmare con relativa rapidità.

Schema simile per Cucinelli: tenuto il supporto di €75, il primo target si trova in area €95, circa il 9% sopra i prezzi attuali e in corrispondenza del limite superiore del canale. Un suo superamento riaprirebbe la strada verso il picco sopra €130, distante però circa il 49%: un obiettivo ambizioso, che nessun segnale tecnico può dare per acquisito.

Su entrambi i titoli, l’RSI a 14 periodi su base giornaliera lascia margine di manovra prima di raggiungere la soglia di ipercomprato dei 70 punti. E, quasi da manuale, il prezzo ha reagito proprio dopo che l’indicatore aveva toccato l’area di ipervenduto dei 30 punti. Un elemento che, insieme agli altri, rafforza la rilevanza dei segnali, con un’avvertenza da tenere sempre presente: l’analisi tecnica è solo una delle componenti da considerare e non sostituisce la valutazione dei fondamentali.

Il rovescio della medaglia

Davanti a titoli reduci da settimane di sofferenza e oggi in parziale recupero, è comprensibile la tentazione di pensare che il peggio sia alle spalle e che i prezzi abbiano ormai toccato i minimi.

I rischi, però, restano quelli delle ultime settimane: la tenuta della domanda asiatica per il lusso, le incognite geopolitiche, i tempi effettivi con cui i budget per la difesa si tradurranno in ordini. E il primo banco di prova è vicino: il 4 novembre Leonardo pubblicherà i conti del terzo trimestre. Un rimbalzo, per quanto deciso, non cancella nessuno di questi fattori.

Quello che potrebbe essere cambiato è la percezione. E quando il mercato inizia a mettere in dubbio le proprie paure, spesso segnala qualcosa che merita di essere osservato con lucidità prima ancora che con entusiasmo.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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