L’Euro Stoxx 50 sta affrontando un periodo di debolezza, raggiungendo livelli minimi che non si vedevano da settembre 2024. Tuttavia, nonostante il contesto sfavorevole, emergono segnali di una possibile inversione di tendenza, soprattutto grazie alla forza di specifici comparti del mercato, come quello tecnologico.
Nel frattempo, l’euro continua a evidenziare debolezza rispetto al dollaro, con la BCE chiaramente orientata verso un taglio dei tassi. In contrasto, la Federal Reserve, guidata da Powell, ha mostrato un approccio più cauto nell’ultimo meeting del FOMC, segnalando prudenza riguardo a ulteriori riduzioni dei tassi di interesse.
Come reagiranno quindi le borse europee di fronte a questo intrigato contesto geopolitico e macroeconomico?
Il comparto tecnologico europeo resiste alla tempesta
Un punto di luce in un quadro altrimenti grigio è rappresentato dal comparto tecnologico europeo, che sta mostrando una resilienza sorprendente. Nonostante il calo generalizzato, l’ETF Lyxor MSCI Europe Technology (EUTEC), che replica l’andamento delle principali aziende tecnologiche europee, ha registrato una crescita nelle ultime settimane. Dai minimi degli ultimi mesi è cresciuto di quasi il 4%, rimbalzando sul supporto che frenato la discesa del prezzo negli ultimi sei mesi. Questa performance positiva si inserisce in un contesto di speranze riguardo al commercio globale: gli Stati Uniti potrebbero limitare meno del previsto le vendite di apparecchiature per semiconduttori alla Cina. Questa notizia ha alleviato parte delle preoccupazioni legate al rallentamento della domanda cinese, elemento cruciale per molte aziende europee.
La dipendenza dell’Europa dalla Cina è una variabile chiave. I titoli cinesi, dopo un calo significativo giovedì sui mercati asiatici, riflettono l’incertezza che circonda le decisioni politiche di Pechino. Qualora la Cina optasse per misure di supporto, l’effetto positivo potrebbe propagarsi rapidamente all’Europa, offrendo un impulso tanto necessario ai mercati azionari e, in particolare, ai settori tecnologico e industriale.
Analisi macroeconomica: l’euro sotto pressione
Sul fronte valutario, l’euro è in caduta libera. L’indice EXY, che misura il valore dell’euro rispetto a un paniere di valute, è sceso ai minimi, mentre il DXY, che riflette la forza del dollaro, ha raggiunto nuovi massimi. Il cambio EUR/USD continua a perdere terreno, riflettendo lo squilibrio tra le due principali economie.
Una delle cause principali è l’incertezza politica legata alle prospettive di un ritorno di politiche protezionistiche simili a quelle dell’amministrazione Trump. L’impatto di tali politiche potrebbe penalizzare l’export europeo e rallentare ulteriormente la crescita. A peggiorare la situazione, la BCE sembra più propensa ad abbassare i tassi rispetto alla Federal Reserve. Durante l’ultimo meeting di novembre 2024, Powell ha adottato un approccio prudente, indicando che un taglio dei tassi negli Stati Uniti potrebbe non essere così imminente.
Questo scenario continua a favorire il dollaro rispetto all’euro. Gli investitori internazionali, attratti da rendimenti più alti negli Stati Uniti, spostano i capitali oltreoceano, aggravando ulteriormente la debolezza della moneta unica. Per l’Europa, ciò significa affrontare un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da una valuta più debole che, sebbene possa favorire l’export, pesa sui costi di importazione e alimenta incertezze sul fronte energetico.
Analisi tecnica: Euro Stoxx 50 ai minimi di settembre
L’Euro Stoxx 50, che attualmente lotta con il livello chiave di 4.700 punti, sta generando significative ombre («shadow») sulle candele giornaliere in prossimità di questa soglia. Questo comportamento indica una forte battaglia tra domanda e offerta su un livello tecnico cruciale, che rappresenta anche il Point of Control (POC) del 2024, ovvero il punto di maggiore interesse volumetrico.
Se i 4.700 punti venissero infranti definitivamente, il prossimo obiettivo ribassista sarebbe a 4.500 punti, ovvero i minimi di agosto 2024. Gli oscillatori tecnici riflettono una situazione ribassista. L’RSI è sotto i 50 punti, segnalando una debolezza del momentum, ma non è ancora in prossimità della zona di ipervenduto (30 punti),.
D’altro canto, se il mercato riuscisse a consolidare sopra i 4.700 punti, si aprirebbe spazio per un recupero verso i 4.900 punti, una zona di forte interesse volumetrico. Superata questa soglia, l’obiettivo successivo si troverebbe a 5.000 punti, un livello psicologico e numerario che ha rappresentato una resistenza significativa per tutto il 2024.
La situazione è davvero così grave?
Le borse europee sono in un momento difficile da interpretare. L’Euro Stoxx 50 si trova ai minimi annuali, mentre l’euro è sotto pressione rispetto al dollaro.
Per il mercato valutario, il focus rimane sui segnali macroeconomici e sulle decisioni delle banche centrali. La BCE e la Fed giocheranno un ruolo chiave nelle prossime settimane, determinando le dinamiche di capital flow tra Europa e Stati Uniti. Un cambio di tono da parte della BCE, magari con una maggiore prudenza nei tagli dei tassi, potrebbe fornire supporto all’euro.
Sul mercato azionario, ci sono segnali di resistenza da parte del mercato, soprattutto nel settore tecnologico, che mostra una sorprendente forza relativa. Allo stesso modo, i volumi registrati in prossimità dei 4.700 punti indicano una domanda che sta assorbendo l’offerta, sebbene in modo non ancora sufficiente per invertire il trend.