Guida al Nuovo Bonus Mamme 2026. Chi spetta il contributo di 60 euro mensili, l’esonero per contratti a tempo indeterminato e le istruzioni INPS.
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Il bonus mamme nel 2026 prevede due benefici distinti, uno destinato alle mamme con tre figli e un contratto di lavoro a tempo indeterminato (esonero contributivo al 100%), uno per le mamme con due o più figli, indipendentemente che il contratto di lavoro sia a tempo determinato o indeterminato (contributo una tantum).
A chiarire il meccanismo di come funziona l’esonero contributivo o il contributo una tantum è la circolare numero 106 del 16 ottobre 2026 dell’Inps. In essa l’istituto specifica che il quadro normativo attuale distingue tre punti:
- l’incremento dell’importo mensile da 40 euro a 60 euro, fino a un massimo annuo di 720 euro;
- il differimento all’anno 2027 dell’esonero contributivo parziale di cui all’articolo 1, comma 219, della legge n. 207/2024;
- il coordinamento, per l’anno 2026, con l’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, in favore delle lavoratrici madri con almeno tre figli titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
Proprio in virtù della confusione che la normativa genera, l’Istituto ha provveduto a illustrare la disciplina del Nuovo bonus mamme per l’anno 2026 e di come convive con il vecchio esonero contributivo.
Requisiti di accesso del Nuovo bonus mamme
Nel 2026 il beneficio è riconosciuto in favore delle lavoratrici madri dipendenti e autonome che sono in possesso dei requisiti che riguardano:
- il numero dei figli;
- l’attività di lavoro;
- il requisito economico.
Nello specifico il nuovo bonus mamme spetta alle lavoratrici con almeno due figli, di cui il più piccolo di età inferiore a dieci anni, o madri con tre o più figli di cui il più piccolo di età inferiore a diciotto anni.
Il requisito del numero dei figli deve sussistere dal 1° gennaio 2026, per avere diritto al bonus per tutto l’anno, o deve perfezionarsi entro il 31 dicembre 2026 (in questo caso il bonus è riconosciuto solo per i mesi in cui il requisito è soddisfatto).
Per avere diritto al bonus le mamme devono essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, o lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie autonome, comprese le casse di previdenza professionali. Nell’ambito di applicazione del nuovo bonus rientrano anche i lavori intermittenti o in somministrazione.
Per accedere al nuovo bonus mamme è necessario che la lavoratrice abbia un reddito da lavoro autonomo o dipendente non superiore a 40.000 euro. Per il calcolo dei redditi si tiene conto della somma di tutti i redditi da lavoro percepiti, compresi quelli esenti o assoggettati a imposta sostitutiva, dei redditi equiparati o sostitutivi della retribuzione (non rilevano eventuali Naspi, Dis Coll e trattamenti pensionistici).
Mamme con tre o più figli, che bonus spetta?
Per le lavoratrici madri che hanno tre o più figli il Nuovo bonus mamme non è riconosciuto per i mesi in cui sussiste un rapporto di lavoro a tempo indeterminato: in questo caso le lavoratrici possono accedere fino al 31 dicembre 2026 all’esonero contributivo del 100%.
Per le mamme con tre o più figli che hanno un rapporto di lavoro a tempo determinato o sono lavoratrici autonome, invece, spetta il nuovo bonus mamme con contributo mensile erogato una tantum.
Esempi pratici tratti dalla Circolare INPS n. 106/2026:
Caso 1 (madre di un figlio in attesa del secondo): lavoratrice con un figlio al 1° gennaio 2026 e gravidanza in corso; il secondo figlio nasce il 20 aprile 2026. Ha diritto al Nuovo Bonus Mamme da aprile a dicembre 2026, indipendentemente dalla tipologia di contratto (determinato o indeterminato);
Caso 2 (nascite e variazioni contrattuali nel corso dell’anno): Lavoratrice con due figli e contratto a tempo indeterminato al 1° gennaio 2026 (accede al bonus mensile). Se nel corso di settembre 2026 nasce il terzo figlio, da tale data decade dal bonus mensile in quanto accede alla tutela dell’esonero contributivo al 100% per lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato;
Caso 3 (tre figli e contratto a tempo determinato che si stabilizza): Lavoratrice con tre figli (il minore di 5 anni) e contratto a tempo determinato a gennaio 2026. Da gennaio a giugno percepisce il nuovo bonus mamme; a seguito della trasformazione del contratto a tempo indeterminato avvenuta a luglio 2026, dal mese di luglio accede all’esonero contributivo totale IVS fino a fine anno.
Quanto vale il bonus mamme 2026?
L’importo del Nuovo bonus mamme 2026 con contributo transitorio è pari a 60 euro al mese per un massimale di 720 euro l’anno che sarà erogato una tantum nel mese di dicembre. L’importo è fisso e non aumenta se si hanno tre o più figli. Si tratta di un importo riconosciuto alla singola lavoratrice.
L’esonero contributivo rimane in vigore solo per le mamme con almeno tre figli e un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. In questo caso è riconosciuto uno sgravio contributivo al 100% pari a un massimo di 3.000 euro lordi annui (250 euro mensili) ed è riconosciuto alle mamme con tre o più figli fino al compimento dei 18 anni del più piccolo.
Come avere il bonus mamme: la domanda
Per avere il bonus mamme 2026 è necessario presentare apposita domanda all’Inps. L’istanza può essere trasmessa in autonomia dall’interessata o avvalendosi dell’ausilio di patronati o del Contact Center.
Per presentare la domanda si possono utilizzare i seguenti canali:
- sito istituzionale www.inps.it, utilizzando la propria identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS);
- Contact Center Multicanale, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
- Istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti dagli stessi.
L’apertura del servizio per richiedere il bonus mamme sarà annunciata con un successivo messaggio dell’INPS. Nell’istanza la mamma lavoratrice deve dichiarare il possesso dei requisiti previsti e di rientrare in una delle due seguenti condizioni:
- di essere madre di due figli, di cui il più piccolo di età inferiore a dieci anni;
- di essere madre di tre o più figli, di cui il più piccolo di età inferiore a diciotto anni;
- di essere una lavoratrice dipendente o autonoma (le lavoratrici dipendenti madri di tre o più figli dovranno anche dichiarare di non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato);
- di avere un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro.
All’atto di presentazione della domanda deve essere indicata anche la modalità di pagamento prescelta mediante accredito su rapporti di conto dotati di IBAN o bonifico domiciliato.
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