Bonus latte artificiale: chi può richiederlo, come fare domanda e importi

Rosaria Imparato

8 Novembre 2021 - 15:38

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Il bonus latte artificiale spetta alle neomamme che a causa di determinate patologie non possono allattare al seno: vediamo importi, chi può richiederlo e come fare domanda.

Bonus latte artificiale: chi può richiederlo, come fare domanda e importi

Il bonus latte artificiale diventa finalmente operativo: il decreto attuativo del Ministero dell’Economia è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e contiene le regole per richiederlo, i requisiti di chi può fare domanda e gli importi.

L’incentivo è destinato, in generale, alle neomamme che a causa di determinate patologie non possono allattare al seno. Il bonus, che era stato previsto dalla Legge di Bilancio 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160), va quindi in aiuto di chi deve comprare il latte artificiale.

Vediamo quindi quali sono le patologie previste dalla normativa, che impediscono in maniera temporanea o permanente l’allattamento, e le istruzioni per fare domanda.

Bonus latte artificiale: i requisiti di chi può richiederlo

In generale, il bonus latte artificiale spetta alle neomamme che per determinate patologie non possono allattare in modo naturale, quindi al seno. Ma attenzione, perché oltre alla presenza di una patologia (che va certificata) c’è anche un requisito reddituale: l’ISEE non può essere superiore a 30.000 euro annui.

A questo punto, la distinzione va fatta tra impedimenti temporanei e patologie permanenti.

Le condizioni permanenti che danno diritto al bonus sono:

  • infezione da HTLV1 e 2;
  • sindrome di Sheehan;
  • alattogenesi ereditaria;
  • ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria (seno tubulare);
  • mastectomia bilaterale;
  • morte materna.

Le patologie temporanee invece sono:

  • infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo;
  • infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo;
  • infezione ricorrente da streptococco di gruppo B;
  • lesione luetica sul seno;
  • tubercolosi bacillifera non trattata;
  • mastite tubercolare;
  • infezione da virus varicella zooster;
  • esecuzione di scintigrafia;
  • assunzione di farmaci che controindicano in maniera assoluta l’allattamento;
  • assunzione di droghe (escluso il metadone);
  • alcolismo.

Come anticipato, le patologie vanno certificate:

  • da uno specialista del Sistema Sanitario Nazionale;
  • da un pediatra o da un neonatologo, se le condizioni si verificano alla nascita o durante la gravidanza;
  • dal pediatra, dal medico di base o dallo specialista della relativa patologia se la condizione si verifica dopo il parto.

Le patologie temporanee vanno sottoposte a verifica mensile.

Come fare domanda per il bonus latte artificiale e importi spettanti

L’importo previsto per il bonus latte artificiale ammonta a un massimo di 400 euro annui, ma attenzione: la cifra dipende dal numero di richieste complessive che arrivano alla regione (o alla provincia autonoma).

Le domande, infatti, verranno gestite su base regionale, e non nazionale. Si può fare domanda fino al compimento dei 6 mesi del bambino o della bambina.

I prodotti, si legge nel decreto attuativo MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 ottobre:

“sono erogati direttamente dai centri di riferimento presso i quali sono in cura le donne, dai presidi delle aziende sanitarie locali, dalle farmacie convenzionate e da tutti gli altri fornitori autorizzati alla vendita secondo le direttive all’uopo emanate dalle regioni e province autonome.”

La domanda va quindi presentata all’azienda sanitaria locale di appartenenza, che a sua volta autorizza l’erogazione del contributo nel limite di 400 euro annui e senza ulteriori risorse regionali.

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