Guida agli errori nelle lettere di compliance per l’imposta di bollo 2024. Le sanzioni corrette al 25% post 1° settembre ed i passi per l’autotutela.
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La campagna di controlli avviata dall’Agenzia delle Entrate sull’imposta di bollo delle fatture elettroniche relative al 2024 sta facendo discutere. Le lettere di compliance sono ufficialmente partite e contengono anche le sanzioni per i contribuenti non in regola, ma stanno emergendo errori dei sistemi automatizzati. L’algoritmo ministeriale, applicando vecchie sanzioni piene, ha ignorato del tutto i decreti attuativi della riforma dello Statuto del Contribuente che le hanno alleggerite da settembre 2024.
Il risultato è che le migliaia di avvisi recapitati ai contribuenti contengono cifre più alte che costringono i professionisti, gli autonomi e le imprese a presentare istanza in autotutela e a ricalcolare le sanzioni per non pagare più di quanto dovuto.
Le comunicazioni di irregolarità
Le recenti comunicazioni di irregolarità inviate dall’amministrazione tributaria per l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del 2024 sono frutto di un controllo automatizzato.
I sistemi informatici, confrontando i bolli dovuti con i versamenti effettuati, hanno riscontrato la presenza di omessi pagamenti (o pagamenti insufficienti). Per invitare il contribuente alla regolarizzazione sono state inviate lettere di compliance per correggere eventuali errori.
Se si riceve una lettera di compliance, o un avviso bonario, si deve, per prima cosa verificare se la comunicazione è corretta o errata. Se quanto richiesto è dovuto si deve regolarizzare la propria posizione pagando l’imposta dovuta. Se si ricorre al ravvedimento operoso è possibile fruire di sanzioni ridotte.
Se quanto richiede l’amministrazione tributaria è errato, il contribuente può contestare l’esito del controllo allegando documenti giustificativi tramite il canale Civis.
L’errore nel calcolo delle sanzioni
Nelle lettere di compliance inviate dall’Agenzia delle Entrate per l’imposta di bollo 2024 le sanzioni sono state calcolate con la vecchia aliquota del 30% senza applicare lo sconto previsto dalla riforma del 2024. La riforma, infatti, prevede che per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 le sanzioni per omesso o insufficienti versamenti scendano dal 30% al 25%. L’avviso bonario emesso dall’amministrazione finanziaria, quindi, chiede il pagamento di una somma più alta di quella realmente dovuta.
A essere state colpite dall’errore sono le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024. Nella seguente tabella riportiamo quali violazioni commesse nel 2024 sono colpite dall’errore:
| Trimestre 2024 | Scadenza ordinaria di versamento | Sanzione di legge applicabile | Stato del calcolo dell’Agenzia |
|---|---|---|---|
| 1° Trimestre (se > 5.000€) | 31 Maggio 2024 | 30% (Regime vecchio) | Corretto |
| 2° Trimestre | 30 Settembre 2024 | 25% (Regime nuovo) | Errato (applicato il 30%) |
| 3° Trimestre | 2 Dicembre 2024 | 25% (Regime nuovo) | Errato (applicato il 30%) |
| 4° Trimestre | 28 Febbraio 2025 | 25% (Regime nuovo) | Errato (applicato il 30%) |
Cosa succede agli avvisi già notificati? Chi ha ricevuto una comunicazione con il calcolo sbagliato può percorrere due strade per non perdere il diritto allo sconto sulla sanzione:
segnalare l’errore all’Agenzia delle Entrate in autotutela chiedendo il ricalcolo delle somme;
per evitare che scadano i 30 giorni che consentono di pagare in forma ridotta è necessario muoversi velocemente per ottenere una risposta prima della scadenza del termine.
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