Le variabili in gioco stanno cambiando per quanto riguarda gli strumenti come Bitcoin, il cui andamento è strettamente legato alle dinamiche della liquidità globale, in particolare quella statunitense (al momento). Mentre molti analisti preferiscono analizzare Bitcoin dal punto di vista tecnico, come qualsiasi altro titolo, c’è un’altra scuola di pensiero che considera Bitcoin un asset matematico, fortemente connesso alle dinamiche macroeconomiche più di quanto i suoi sostenitori vorrebbero ammettere.
Bitcoin: l’analisi macroeconomica potrebbe aiutare a prevedere l’andamento del prezzo
Il padre delle criptovalute, noto per la sua natura decentralizzata e indipendente dalle tradizionali dinamiche economiche, ha in realtà un valore molto influenzato dal settore finanziario. Questo è dovuto alla sua stessa natura: il processo di «halving» e quindi di «mining» rende Bitcoin uno strumento molto simile all’oro, sia dal punto di vista fisico che finanziario. Il valore dell’oro è determinato in gran parte dalla sua rarità, così come avviene per Bitcoin. Pertanto, essendo Bitcoin minabile, ma anche acquistabile direttamente con valuta fiat, è facile dedurre che il prezzo di un BTC dipenderà in larga misura dalla quantità di moneta in circolazione e quindi, in modo indiretto, dalle decisioni di politica monetaria delle banche centrali.
Il prezzo di Bitcoin viene comunque espresso in tutte le valute, anche se la maggior parte degli esperti ritiene che Bitcoin sia strettamente correlato al dollaro, sebbene non sia legato o vincolato a esso come ad esempio avviene per l’oro. A sua volta, il dollaro dipende dai meccanismi di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) e dalle aspettative di un aumento dei tassi di interesse, che tipicamente comportano un aumento della domanda di dollari, potenzialmente portando a un aumento del suo valore rispetto ad altre valute o a un paniere di valute, e viceversa. Non a caso, esiste una relazione inversa tra Bitcoin e il DXY (Dollar Index), sebbene spesso caratterizzata da un certo ritardo temporale, che in questo caso, secondo alcuni esperti, potrebbe favorire Bitcoin. L’inflazione mostra un andamento al ribasso e le prospettive di un aumento dei tassi da parte della Fed sembrano gradualmente diminuire. Ciò potrebbe indirettamente stimolare un aumento dell’investimento dei dollari in asset anti-recessione, come l’oro e in parte Bitcoin.
Bitcoin: analisi tecnica
Da un punto di vista tecnico, non occorre inserire particolari studi grafici per rendersi facilmente conto del fatto che il prezzo del cross BTC/USD sta tornando a puntare il supporto psicologico e volumetrico dei $25.000, cifra che potrebbe ospitare un intervento da parte dell’offerta da non sottovalutare.
BTC/USD, 1W
Grafico a candele settimanali di BTC/USD. Fonte: teletrader.com