Dopo la BCE e la Fed tocca alla Bank of England che, nonostante l’inflazione UK ben superiore al target del 2%, opta per lo status quo.
La Bank of England ha annunciato oggi, giovedì 17 settembre, di aver lasciato i tassi UK invariati al 3,75%, nonostante un tasso di inflazione che, nel Regno Unito, così come nel caso degli Stati Uniti e dell’Eurozona, rimane ben superiore al suo target, pari al 2% (target anche della Fed e della BCE).
La decisione a quanto pare è stata sofferta, in quanto approvata con 6 voti favorevoli e 3 contrari. I tre esponenti del Comitato di politica monetaria della BoE Huw Pill, Megan Greene e Catherine L. Mann avrebbero preferito infatti un rialzo dei tassi UK di 25 punti base al 4%.
Bank of England non segue Fed e BCE, conferma status quo sui tassi UK
All’indomani del primo rialzo dei tassi USA dal 2023 annunciato dalla Federal Reserve di Kevin Warsh e a una settimana dall’annuncio della BCE di Christine Lagarde, la BoE si è smarcata dunque dalle due banche centrali, facendo quanto atteso dai mercati.
I trader avevano prezzato infatti la conferma dei tassi con una probabilità superiore all’80%, ritenendo più plausibile una stretta monetaria da parte della Bank of England nella prossima riunione di novembre.
Il rialzo dei tassi a novembre è prezzato infatti con una probabilità di oltre il 70%.
Entro la fine del 2026, i mercati scommettono inoltre su rialzi dei tassi nel Regno Unito pari a +44 punti base. Guardando al 2027, le scommesse sono di rialzi complessivi pari a ben 100 punti base.
Focus su reazione sterlina e Titoli di Stato UK
In evidenza la reazione della sterlina (scambiata sul dollaro poco sopra a $1,34 prima dell’annuncio) e dei Titoli di Stato UK, ovvero dei Gilt).
I rendimenti dei Gilt a 10 anni, che sono balzati di 67 punti base in un anno, segnano un calo di 6 punti base, scendendo al 5,23%.
Sul mercato del forex, la sterlina perde ora terreno nei confronti del dollaro USA, con il rapporto sterlina-dollaro GBP-USD che arretra dello 0,10% circa, a quota $1,3366.
Occhio anche al cambio euro-sterlina (EUR-GBP).
Rialzo tassi UK da Bank of England solo rimandato
Così intanto Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income and head of Fixed Income Macro investing di Goldman Sachs Asset Management, ha commentato l’annuncio sui tassi arrivato oggi dalla Bank of England:
“Il blocco di maggioranza del MPC sta segnalando rischi di un aumento dell’inflazione, ma vuole valutare gli effetti di secondo impatto prima di agire. Tuttavia, è sempre più probabile che il contesto di mercato generale possa spingerli ad aumentare i tassi”.
Un rialzo dei tassi di interesse, dunque, a quanto pare sarebbe stato solo rimandato, mentre il problema dell’inflazione continua ad assillare tutte le principali banche centrali del mondo.
Occhio anche al commento di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm:
“La decisione della Bank of England di lasciare i tassi invariati al 3,75% riflette il difficile equilibrio che la banca centrale continua a dover gestire. Negli ultimi mesi l’inflazione è aumentata, ma gran parte della risalita è riconducibile a fattori esterni, come l’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti, mentre le pressioni inflazionistiche sottostanti sono rimaste più stabili. In un contesto di crescita modesta e persistente incertezza, i policymaker sembrano quindi orientati a prendersi più tempo prima di intervenire nuovamente. Mentre altre importanti banche centrali hanno adottato un atteggiamento più restrittivo, la BoE sembra mostrare una maggiore disponibilità ad attendere ulteriori segnali sull’evoluzione dell’inflazione, prima di definire la propria prossima mossa”.
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