Su STLA sta accadendo una configurazione grafica che non si manifesta così spesso e sta facendo riflettere moltissimi analisti tecnici. Se è vero che il mercato non ragiona solo sulla base di qualche linea tracciata su un grafico, il punto di prezzo nel quale il titolo si è fermato a «riflettere» non possiamo dire che non sia straordinariamente curioso. Per questo potrebbe valere la pena fermarsi un attimo a valutarlo, solo dal punto di vista grafico, e ciò che comunica è davvero molto entusiasmante.
Il grande ciclo e il crollo
Per comprendere davvero cosa sta accadendo su Stellantis oggi, occorre partire da lontano. Molto lontano.
Il timeframe settimanale (1W) è il primo elemento da considerare: ogni candela rappresenta una settimana intera di contrattazioni, ed è il contesto ideale per un’analisi di medio e lungo termine. È su questo orizzonte temporale che la storia di STLA racconta qualcosa di potente.
STELLANTIS
Grafico 1W del titolo Stellantis. Fonte: baha.com
Dal 2013 al 2024 il titolo ha vissuto un ciclo rialzista molto lungo, interrotto solo da profondi ritracciamenti ciclici, tra cui quello devastante del marzo 2020 legato alla pandemia. Il trend è culminato nei primi mesi del 2024, quando Stellantis ha toccato il suo massimo storico assoluto, sopra l’area dei €26,00 / €27,00. Un traguardo che, alla luce di quanto accaduto dopo, potrebbe essere ricordato come il punto di non ritorno di un’intera era.
Quello che è seguito rappresenta uno dei crolli più violenti e prolungati che si siano visti su un titolo del calibro di Stellantis. Un vero e proprio mercato orso, con prezzi scivolati al di sotto di tutte le medie mobili principali. La pendenza del ribasso è stata estremamente ripida: dal picco ai minimi recenti il titolo ha ceduto tra il 70% e il 75% del suo valore. Una distruzione di capitale difficile da ignorare.
Il livello che nessuno dimentica
Il ribasso recente ha spinto le quotazioni su livelli che non si vedevano dal crollo del marzo 2020, precisamente nell’area €6,00 / €6,60. Chi segue i mercati da abbastanza tempo sa che questi livelli non sono numeri a caso: quella zona ha storicamente dimostrato di essere una fortissima area di acquisto e accumulazione. Il mercato la conosce. Gli algoritmi la conoscono. E probabilmente anche i grandi operatori istituzionali.
Al momento dell’analisi, il prezzo è riuscito a rimbalzare con forza, registrando un movimento di circa +9,19% e portandosi a €7,106. Questo movimento ha permesso al titolo di crossare al rialzo la media mobile arancione, situata a €6,877, che ora si starebbe convertendo da resistenza a potenziale supporto di brevissimo termine.
Un segnale tecnico che, da solo, non basta per affermare alcunché, ma che sarebbe sbagliato ignorare.
Sul pannello inferiore del grafico, l’RSI a 14 periodi racconta una storia analoga. Durante la fase finale del crollo, tra fine 2025 e inizio 2026, l’oscillatore era sprofondato abbondantemente sotto la soglia dei 30 punti, territorio di ipervenduto estremo. Oggi si trova a 48, con la sua media mobile gialla posizionata a 41,00. L’RSI ha incrociato al rialzo la propria media: questo potrebbe indicare che il momentum ribassista si è quantomeno esaurito nel breve periodo, e che i compratori potrebbero stare riprendendo gradualmente il controllo. C’è ancora molto spazio prima di raggiungere zone di ipercomprato, sopra i 70 punti.
Due scenari possibili: rimbalzo o trappola
L’analisi tecnica non offre certezze, offre probabilità e scenari. Ed è esattamente in questa chiave che occorre leggere la situazione attuale di Stellantis.
Nel scenario rialzista, il primo target di breve termine sarebbe l’area €7,95 / €8,00, coincidente con la media mobile. Il superamento di questo livello, preferibilmente accompagnato da volumi in aumento, potrebbe confermare la solidità del rimbalzo in corso
Nel scenario ribassista, invece, quello che stiamo osservando potrebbe non essere altro che un classico «rimbalzo del gatto morto» (in gergo tecnico, dead cat bounce): un recupero tecnico violento ma effimero, destinato a esaurirsi prima ancora di superare le resistenze chiave.
Cosa fare con questa informazione
Il grafico mostra un titolo fortemente penalizzato nell’ultimo biennio, che potrebbe aver raggiunto un’area di supporto storico fondamentale. I segnali tecnici sull’RSI e la candela settimanale fortemente positiva suggeriscono che potremmo essere davanti all’inizio di una fase di rimbalzo tecnico, oppure all’accumulo di un minimo di lungo periodo. Nulla di più, nulla di meno.
Ma è proprio qui che l’analisi tecnica, da sola, potrebbe non bastare. Un titolo che ha perso oltre il 70% del suo valore in meno di due anni porta con sé domande che vanno ben oltre i grafici: domande sui fondamentali, sulle prospettive industriali, sul contesto macro in cui opera il settore automotive. Ignorarle sarebbe un errore.
Questo non è un invito ad acquistare né a vendere. È un invito a guardare il grafico con gli occhi giusti: quelli di chi sa che i mercati possono sempre sorprendere, in entrambe le direzioni.