È crollo oggi per le azioni di Novo Nordisk, che toccano i livelli più bassi degli ultimi quattro anni. La causa principale è il fallimento, o meglio il mancato raggiungimento dell’endpoint principale, degli studi clinici sull’Alzheimer condotti con la semaglutide, il principio attivo già utilizzato nell’Ozempic per il diabete e in Wegovy per la gestione del peso.
Dopo questo colpo, molti investitori si chiedono se convenga ora entrare sul titolo, in vista di un fisiologico rimbalzo, o attendere ulteriori sviluppi. Come è possibile immaginare, rispondere a questa domanda è un arduo compito. Facciamo, quindi, parlare i dati.
Novo Nordisk, fallisce la speranza di una cura per l’Alzheimer
Lunedì, Novo Nordisk ha comunicato che i trial clinici di fase III, EVOKE e EVOKE+, non hanno raggiunto l’obiettivo prefissato di rallentare il declino cognitivo nei pazienti con Alzheimer. La sperimentazione riguardava la forma orale di semaglutide somministrata a circa 3.800 pazienti tra i 55 e gli 85 anni, tutti affetti da lieve deterioramento cognitivo o demenza lieve associata all’Alzheimer.
Nonostante alcuni biomarcatori legati alla malattia abbiano mostrato miglioramenti, i dati clinici non hanno evidenziato alcuna riduzione significativa della progressione cognitiva rispetto al placebo. Come conseguenza, Novo Nordisk ha deciso di interrompere l’estensione di un anno, che invece aveva già pianificato per gli studi. Questo fallimento rappresenta un colpo significativo alle ambizioni della società di diversificare il proprio portafoglio terapeutico oltre il business consolidato del GLP‑1.
Il mercato si affretta a vendere
Agli occhi del management di Novo Nordisk la scommessa sull’Alzheimer è sempre apparsa come una possibilità ad alto rischio, ma con potenziali ricadute straordinarie sul business futuro. I dati mostrano, al momento, dov’è la verità.
E il mercato ha reagito immediatamente facendo crollare il prezzo delle azioni di oltre il 10%, con la quotazione che è arrivata a toccare i minimi degli ultimi quattro anni. Molti analisti hanno sottolineato che la reazione riflette sì il fallimento dei trial, ma ma anche un sentiment già tendenzialmente negativo attorno al titolo, che nelle ultime settimane ha mostrato non pochi segni di debolezza.
La caduta del titolo arriva in un contesto già complesso per la società. Nel corso dell’anno, Novo Nordisk ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2025, prevedendo una crescita delle vendite inferiore rispetto alle aspettative iniziali. La concorrenza nel mercato dei farmaci GLP‑1 si è intensificata, con rivali come Eli Lilly che mettono pressione sui prezzi e fronte quota di mercato. Al contempo, la società ha avviato una ristrutturazione interna e ridotto i prezzi di alcuni dei suoi farmaci per incrementare il venduto, mosse che se da un lato favoriscono la domanda, dall’altro comprimono i margini.
Alcuni analisti di Morgan Stanley avevano già espresso cautela, stimando alte probabilità di un fallimento per il trial Alzheimer e riducendo il target price del titolo.
Conviene comprare ora le azioni Novo Nordisk?
Nonostante il duro colpo, diversi motivi spingono gli investitori più avversi al rischio a considerare un ingresso. Il titolo, dopo il crollo, è scambiato a multipli inferiori rispetto alla media del settore, il che suggerisce la presenza di una valutazione interessante per chi guarda al lungo termine. La pipeline del GLP‑1 rimane solida e continua a rappresentare il principale driver di crescita e alcune operazioni strategiche, nonché l’espansione internazionale, potrebbero offrire delle nuove opportunità nel corso dei prossimi anni.
Per chi crede nella capacità di Novo Nordisk di reinventarsi e gestire la pressione competitiva, questo momento di debolezza potrebbe rappresentare un’occasione per acquistare azioni a prezzi scontati Un classico scenario di “buy-the-dip”.
D’altro canto, il rischio non è trascurabile. Il business principale resta fortemente legato al GLP‑1 e la concorrenza sempre più forte e le pressioni sui prezzi potrebbero continuare a ridurre i margini. Il fallimento del trial Alzheimer ci ha dato un messaggio chiaro, anzi chiarissimo. Nemmeno le grandi scommesse della società sono immuni da esiti negativi. E il sentiment di mercato resta negativo, il che aumenta la probabilità di ulteriori ribassi nel breve termine.
Come sempre, la decisione dipende essenzialmente dal profilo di rischio dell’investitore. Chi guarda al lungo termine e ha un approccio prudente potrebbe considerare il crollo come un’opportunità per entrare su un titolo solido ma temporaneamente in difficoltà. Per chi invece preferisce maggiore sicurezza e stabilità, la situazione attuale evidenzia come il potenziale upside sia incerto, mentre i rischi concreti.