Azioni Enel +425% in 14 anni, buoni anche i dividendi. Quanto possono salire ancora?

Stefano Vozza

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Analizziamo le performance storiche e le possibili prospettive di crescita di uno dei titoli più amati dal mercato e dai risparmiatori retail

Azioni Enel +425% in 14 anni, buoni anche i dividendi. Quanto possono salire ancora?

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Al pari dei cavalli di razza, anche nell’ippodromo dei mercati finanziari ci sono titoli e titoli e alcuni di essi sono, ahimè, sono “più di razza” di altri. Non lo diciamo noi, ma il mercato, e il mercato non mente mai. L’analisi dei fondamentali, lo studio del trend di lungo termine, il raffronto tra punti di forza e debolezza e altro ancora, aiuta a fare scelte di cui poi difficilmente ci si pente.

A Piazza Affari il titolo Enel rientra tra questi e, è doveroso sottolinearlo, non è l’unico a vantare certi gradi di giudizi. Così come è opportuno precisare che non siamo qui a raccomandarne l’acquisto, dato che è una sfera di decisioni che assolutamente non ci appartiene. Conosciamolo meglio, anticipando solo che il titolo Enel in Borsa brilla più della corrente elettrica e paga buoni dividendi: quanto salirà ancora?

Il trend dei prezzi delle azioni negli ultimi 15 anni

Apriamo il grafico di Enel su un timeframe mensile (fonte: Investing) e vediamo quanto è cresciuto su alcune distanze temporali random:

  • ottobre 2006 (candela mensile del grafico): prezzo low mensile a 6,28 € e high a 6,64 €, circa +40%;
  • ottobre 2010: prezzi min-max mensili a 3,81 € e a 4,11 €, circa +125%;
  • ottobre 2012: min-max pari, nell’ordine, 2,72 e 3,01 €, circa +210%;
  • ottobre 2016: estremi della barra mensile a 3,70 e 3,98 €, circa +35%;
  • ottobre 2020: prezzo low mensile a 6,82 € e high a 7,8 €, circa +20-30%;
  • ottobre 2024: estremi della barra mensile a 6,8 e 7,4 €, circa +25%;
  • 13 ottobre 2026 (candela giornaliera del grafico): min a 8,94 e max a 9,07 €.

Tuttavia, è bene ricordare che la Borsa non è solo salite, ma anche tante salutari discese. Ad esempio chi ha comprato sui massimi in area 10 € da febbraio ad agosto ’26 oggi è in perdita di 7-15% a seconda dell’effettivo prezzo di carico del titolo.

Il flusso dei dividendi pagati da Enel negli ultimi 15 anni

Poi c’è il flusso dei dividendi (tassati al 26%), la cui politica rappresenta una certezza granitica per i soci aziendali, piccoli o grandi che siano. Anzi, proprio la frequenza (al limite della costanza) della distribuzione degli utili è uno dei fattori chiave per cui i risparmiatori inseriscono il titolo in portafoglio.

Indicarli tutti per tanti anni sarebbe complesso tra acconto (gennaio) e saldo (luglio), anche se fino a una decina di anni fa l’azienda lo pagava in unica soluzione, al netto di occasionali acconti. A grandi linee possiamo individuare tre distinte epoche storiche dei payout nel corso degli ultimi due decenni. Dagli “anni ricchi” come il triennio 2006-’08, con dividendi tra 40 e 50 centesimi ad azione, si è passati ad anni di magra sotto il peso della crisi dei debiti sovrani. Così si sono avuti anche esercizi con 15 centesimi di utile distribuiti ad azione, prima della ripresa costante che ha caratterizzato l’ultimo decennio. In numeri, meglio: in centesimi, si è passati dagli 0,16 € del 2016 ai 0,47 € del 2025 e ai 0,49 € del 2026.

La media storica degli ultimi 2 decenni si attesta comunque sul 5-5,50% annuo, e il recente piano industriale lascia ben sperare sul prosieguo del trend nel futuro prossimo. In termini monetari, 10mila € investiti 14 o 10 anni fa, per esempio, avrebbero generato, nell’ordine, sui 18 e 10mila € di dividendi totali incassati. Uniti alla crescita dei corsi sul listino, la performance a 14 o 10 anni sarebbe stata rispettivamente del +425% e del +230% in soli 2 lustri.

Punti di forza e di debolezza del titolo Enel in Borsa

Nei mercati finanziari, come nella vita in generale, le promozioni e le bocciature (in questo caso da parte degli investitori) non sono mai casuali. Si sale per motivi ben precisi tipo il contesto di mercato, la geopolitica e gli eventi aziendali, e si scende più o meno per le stesse ragioni.

Tra gli aspetti “contro” del titolo Enel, cioè che più di altri ne possono minare la crescita futura, ce ne sono almeno due. Uno è interno alla company, e riguarda l’elevato debito in investimenti (CapEx), anche se è ben gestito secondo le analisi più accreditate dei piani industriali aziendali. A cascata, i suoi corsi mostrano una certa dipendenza dal costo del denaro e si comportano come fossero un bond, cioè si apprezzano quando gli yield sono in discesa e viceversa. L’altro elemento di rischio è quello politico-regolatorio.

Stiamo attraversando anni di transizione demografica, digitale ed energetica, per cui le sorti del titolo in Borsa dipendono anche da quanto decidono gli Esecutivi (nazionali e comunitari) e la Autorità di settore. Ad esempio una tassa sugli extra-profitti (siamo in periodo di Legge di Bilancio e si cercano coperture disperatamente) e/o una modifica delle tariffe impatta su margini e quindi sul trend.

Tra quelli a favore, invece, c’è anzitutto la natura di titolo difensivo. La corrente elettrica bene o male si consumerà sempre, è quasi come il pane per cui la domanda di mercato non scemerà mai. Poi c’è che distribuisce dividendi con costanza, e in un eventuale contesto di forte crisi economica con taglio drastico dei tassi, il suo costo del debito ne risentirebbe positivamente. Infine è una delle aziende leader mondiali nel segmento delle energie rinnovabili, uno dei futuri megatrend mondiali più forti che Enel sta gestendo al meglio.

Il titolo Enel in Borsa brilla più della corrente elettrica e paga buoni dividendi. Quanto salirà ancora?

Ora, è impossibile dire con certezza assoluta quale sarà il suo prezzo esatto tra 5 o 10 o 20 o 40 mesi. I Target Price (TP) degli analisti finanziari, comunque, sono tutti improntati all’ottimismo sul medio-lungo termine, almeno in base ai macro dati oggi disponibili. Le previsioni a 12 mesi delle principali case di investimento danno un prezzo medio a 10,236 € (fonte: Investing), con valori estremi a 8,50 e 12 €. Dai valori attuali al prezzo medio atteso, il rialzo stimato sarebbe del +13,61%, ma pur sempre di stime e di previsioni si tratta.

Ad ogni modo, la storia pregressa delle Borse insegna che i mercati (non: il singolo titolo) sul lungo e lunghissimo termine tendono a salire sempre. Lo storico di Enel, invece, rassicura sul suo essere un cavallo di razza e nel saper reggere alle pressioni e alle tensioni dei mercati. Lo è stato così ieri fino ad oggi e, verosimilmente, dovrebbe esserlo anche domani, almeno nel suo futuro più prossimo.

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