Una settimana fa la trimestrale l’aveva spinta sotto i 230 dollari. Oggi Amazon si riprende tutto. Nel pomeriggio italiano, a seduta in corso, le azioni passano di mano a 267,77 dollari, in rialzo del 6,81% sulla chiusura di martedì a 250,69, con un massimo di giornata a 271,49: sopra, cioè, i livelli che il titolo aveva prima dei conti del 29 ottobre.
Il vento soffia a favore di tutto il comparto. Gran parte delle grandi tecnologiche è in deciso rialzo, spinte dal sollievo dopo le elezioni di metà mandato che, secondo le proiezioni, hanno consegnato ai Democratici il controllo di Camera e Senato. Un balzo di questa ampiezza, però, dice anche altro: il mercato sta rileggendo con occhi più benevoli i numeri della scorsa settimana.
Dal tonfo after-hours al recupero
Il percorso non è stato lineare. Il 29 ottobre, in attesa della pubblicazione dei conti, il titolo aveva chiuso a 243,79 dollari, in calo del 4,25%. Poi, nell’after-hours, la discesa fino all’area dei 227,5 dollari: a spaventare era soprattutto il free cash flow tornato negativo sotto il peso degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il giorno dopo il minimo di seduta a 229,36 e una chiusura già più composta, a 240,35.
Da quel minimo il guadagno sfiora ormai il 17%. Anche il grafico si è rasserenato: perfino il minimo di oggi, a 263,85 dollari, resta sopra la chiusura del 28 ottobre (254,60), l’ultima prima dei conti. Più in alto c’è il massimo a 52 settimane, a 287,20 dollari.
AWS corre al 39%, margine mai così alto
La rilettura passa quasi tutta da Amazon Web Services. Nel trimestre chiuso il 30 settembre il cloud ha fatturato 46 miliardi di dollari, il 39% in più di un anno prima, quando la crescita si fermava al 20%. È il passo più rapido da quasi cinque anni, sottolinea il comunicato ufficiale, e l’utile operativo della divisione è salito a 17,8 miliardi da 11,4.
A livello di gruppo i ricavi si sono fermati a 201,9 miliardi (+12%), frenati dallo spostamento del Prime Day nel secondo trimestre: senza quell’effetto la crescita sarebbe stata di circa 400 punti base più alta. A sorprendere è la redditività. L’utile operativo è passato da 17,4 a 28,1 miliardi e il margine del 13,9% è il più alto nella storia di Amazon. Il lieve calo dell’utile netto, a 20,7 miliardi, si spiega con i 9,5 miliardi di plusvalenze sull’investimento in Anthropic che avevano gonfiato il risultato di un anno fa.
Andy Jassy non ha usato toni prudenti: «Il nostro investimento in AWS, in funzionalità e infrastruttura, sta funzionando, con una crescita dei ricavi superiore al 39% su base annua nel terzo trimestre (un run rate di ricavi di 184 miliardi di dollari) e tassi di crescita dei ricavi previsti oltre il 40% sia nel 2027 sia nel 2028». E più avanti: «Non è mai esistita un’attività da mille miliardi di dollari di ricavi, e potremmo averne due nei prossimi 5-10 anni». Dalla conference call, secondo i resoconti della stampa americana, è emerso anche un portafoglio ordini di AWS nell’ordine dei 578 miliardi di dollari.
Le banche d’affari si sono mosse in ordine sparso. Mizuho ha alzato il prezzo obiettivo da 330 a 335 dollari, confermando il giudizio Outperform, e BMO lo ha portato a 390 dollari. TD Cowen lo ha invece limato da 350 a 340, pur giudicando eccessive le vendite seguite ai conti.
Cassa, capex e debito: i nodi restano
Il rialzo di oggi non cancella le ragioni delle vendite. Negli ultimi dodici mesi il flusso di cassa operativo è cresciuto del 29%, eppure il free cash flow è negativo per 42,4 miliardi, contro un saldo positivo di 14,8 miliardi un anno prima. Il motivo sono gli acquisti di immobili e attrezzature, aumentati di 94,8 miliardi: un incremento che, scrive la società, «riflette principalmente investimenti nell’intelligenza artificiale».
E la spesa non rallenterà. Per il 2026 Amazon conferma investimenti per circa 220 miliardi di dollari e, stando alle cronache della call, Jassy ha lasciato intendere che nel 2027 saranno sensibilmente superiori. Una parte del conto passa dal debito: quello a lungo termine è salito a 173,1 miliardi dai 65,6 di fine 2025, e gli interessi passivi del trimestre sono più che triplicati, a 1,69 miliardi.
Fuori dal cloud il quadro è meno brillante. I negozi online sono cresciuti appena del 2%, la pubblicità ha frenato all’11% (12% a cambi costanti) dopo una lunga serie di trimestri sopra il 20%, anche qui con il Prime Day di mezzo. Per il quarto trimestre la società indica ricavi tra 240 e 247 miliardi e un utile operativo tra 28,5 e 33,5 miliardi, contro i 25 di un anno fa.
Quel «oltre il 40%» promesso da Jassy per il 2027 e il 2028 è diventato, di fatto, il metro con cui Wall Street giudicherà ogni dollaro di capex.
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