Autista di camion ottiene un risarcimento di 18.000 euro dopo essere stato licenziato via SMS

Andrea Fabbri

27 Settembre 2026 - 12:44

Un camionista è stato licenziato dall’azienda per cui lavorava con un semplice SMS. La legge gli ha garantito un risarcimento da 18.000 euro

Autista di camion ottiene un risarcimento di 18.000 euro dopo essere stato licenziato via SMS

Essere licenziati è una delle esperienze più sgradevoli che possano capitare nella vita. Venire cacciati tramite un freddo SMS probabilmente lo è ancora di più. È quanto è recentemente capitato ad Algis Cesonis, cittadino lituano e camionista della Martin Ryan Haulage Limited, azienda di trasporti con sede a Cappamore, in Irlanda.

Cesonis è stato licenziato con un messaggio di testo dopo aver lamentato dolori alla schiena ma ha deciso di far valere i suoi diritti presentando ricorso per licenziamento ingiusto alla Workplace Relations Commission.

L’incredibile storia lavorativa di Algis Cesonis

Nell’agosto del 2021 Algis Cesonis lavorava come autista di camion presso la sede di Mitchelstown della John McGrath Haulage Transport Limited trasportando burro e formaggio.

Quasi tre anni dopo, nel giugno del 2024, la Martin Ryan Haulage Limited ottenne l’appalto per il trasporto del burro e Cesonis passò alle dipendenze della nuova azienda con uno stipendio lordo di 850 euro a settimana.

Preoccupato del cambio ai vertici, Cesonis chiese se sarebbero cambiati i suoi compiti, ma ricevette rassicurazioni sul fatto che l’unica cosa che sarebbe cambiata era il soggetto che gli versava lo stipendio.

Le cose, però, andarono diversamente. Il carico di lavoro crebbe velocemente e al trasporto di burro e formaggio si aggiunse quello di pesanti fertilizzanti.

Un impegno troppo gravoso per la schiena già malandata di Cesonis che fu costretto a rifiutare un incarico per il dolore e, a settembre, dovette ricorrere a una settimana di malattia certificata.

Quando si ripresentò al lavoro l’amara sorpresa. Un addetto al piazzale gli chiese: «Perché sei qui? Sei stato licenziato».

Nello stesso giorno arrivò il messaggio del datore di lavoro che affermava che se Cesonis “se avesse comunicato l’esistenza di una condizione medica che limitava l’attività lavorativa quotidiana, non sarebbe stato neanche assunto”. Il lavoratore replicò sempre con un SMS: “Preso atto: la data del mio licenziamento è oggi, 3 settembre 2024”.

La controversia legale

Cesonis non è rimasto con le mani in mano e ha deciso di citare in tribunale il datore di lavoro per ingiusto licenziamento. Da una parte il lavoratore, che ha dichiarato di aver informato il manager Declan Ryan di non poter fissare i carichi di fertilizzante sul pianale del camion a causa di forti dolori alla schiena.

Dall’altra il signor Ryan, a capo dell’azienda, a sostenere che il dipendente si era semplicemente rifiutato di svolgere i compiti assegnati senza aver informato nessuno di eventuali problemi di salute pregressi.

Tra le ragioni addotte da Ryan anche quella che Cesonis non aveva un’anzianità di servizio sufficiente a fondare una richiesta di risarcimento per licenziamento ingiusto, in quanto assunto da circa 3 mesi.

La decisione del giudice

Patsy Doyle, funzionaria della Workplace Relations Commission ha respinto la tesi secondo cui Cesonis non avrebbe maturato l’anzianità di servizio necessaria per contestare un licenziamento illegittimo.

Ma non solo. Ha anche rilevato che il licenziamento era stato privo di ogni correttezza procedurale e che la mancanza di procedure formali impediva ogni possibilità di ricorso.

Riconoscendo comunque che Cesonis, con la sua scarsa partecipazione e l’atteggiamento superficiale, aveva contribuito nella misura del 30% al licenziamento, Doyle ha ordinato alla Martin Ryan Haulage Limited di risarcirlo con 18.000 euro.