Atletica, un Europeo da sogno frutto della programmazione

Francesco Nasato

14/06/2024

L’Europeo di atletica appena concluso a Roma è stato il migliore di sempre per l’Italia. Medaglie e risultati che arrivano da lontano e non sono improvvisati.

Atletica, un Europeo da sogno frutto della programmazione

L’atletica italiana fa meglio di tutti in Europa con un margine notevole rispetto alla concorrenza. Lo dicono i risultati degli ultimi anni, confermati con vigore dalle giornate degli Europei di Roma che si sono appena conclusi. Numeri alla mano l’edizione dei campionati allo Stadio Olimpico è stata la migliore di sempre per la Nazionale Italiana che ha collezionato medaglie e successi con una regolarità impressionante se solo si pensa a edizioni molto più scarne di risultati che non sono troppo lontane nel tempo. Ora però le sensazioni sono profondamente cambiate e il movimento dell’atletica del nostro Paese non è solo una realtà di oggi, ma mette in mostra anche più di un prospetto che potrebbe continuare a competere su alti livelli anche nei prossimi anni.

Intanto però ci sono le certezze come Jacobs, Tortu, Tamberi, Batocletti, Simonelli, Fabbri solo per citarne alcuni. Alle loro spalle nomi come Furlani e Iapichino hanno già dimostrato di essere assolutamente a proprio agio in contesti internazionali di alto livello. Insomma il movimento appare come in salute e rinvigorito, profondamente cambiato anche solo rispetto a 10 anni fa, quando agli Europei di Zurigo le medaglie per gli Azzurri erano un avvenimento raro.

Un nuovo modello dal 2018

In un lungo e dettagliato articolo è Rivista Undici a riavvolgere il nastro per capire meglio che cosa sia accaduto in un arco di tempo relativamente breve per quanto riguarda le dinamiche sportive di un’intera federazione. Essenziale è il 2018, anno in cui, spiega a Undici una fonte, «si è passati da una struttura molto disomogenea, con il modello dei “poli di sviluppo” secondo cui i principali centri sportivi in Italia facevano capo all’atleta più bravo di una specialità, con tutti i benefit ma anche le comfort zone che questo comportava, a un modello per cui tanti giovani talenti hanno accettato di muoversi, di lasciare la propria casa e le proprie comodità per allenarsi e crescere con i tecnici migliori». Evidente poi come exploit sportivi come quanto accaduto alle Olimpiadi di Tokyo aiutino anche a cambiare la mentalità e la percezione mentale di se stessi e della propria competitività. Per sviluppare un nuovo modello sono però necessarie risorse di vario genere: economiche, strutturali, di tempo e disponibilità a investire in un modo diverso da quanto fatto fino a quel momento.

Intervistato dal Foglio, nel 2023, il presidente della Fidal Stefano Mei spiegava qualche dettaglio ulteriore: «Al settore tecnico prima si toglieva, ora si dà. Nel 2022 abbiamo aumentato gli investimenti per tecnici e atleti di 2,8 milioni di euro arrivando a un esborso di quasi 8 milioni. Certo abbiamo dovuto togliere da altre parti ma ottimizzando le spese e applicando criteri meritocratici anziché verticistici per i rimborsi alle società». Sempre a Undici è la stessa Federazione a definire ancora meglio il perimetro della nuova strategia: «Abbiamo triplicato il numero di atleti d’élite che seguiamo direttamente, da circa 30 a circa 90. Questo significa che loro sentono più sostegno e più fiducia e riescono ad allenarsi con maggiore serenità».

I numeri degli Europei di Roma

Gli investimenti per l’atletica italiana non riguardano solo il settore tecnico, oppure gli atleti, ma anche un evento di respiro internazionale come gli Europei appena conclusi a Roma. Come ha ricostruito Il Sole 24 Ore la rassegna ha permesso di riqualificare diversi impianti e con un budget di 24 milioni sarà raggiunto il break even, ovvero il pareggio tra entrate e uscite totali. Per esempio sono state ammodernate la pista dello Stadio Olimpico e quella dello Stadio dei marmi. Come detto il budget complessivo per gli interventi collegati agli Europei è stato di circa 24 milioni di euro. A gestire l’organizzazione, insieme alla European Athletics, è stata la Fondazione EuroRoma 2024, partecipata da Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Comune di Roma, Sport e Salute, Coni e Fidal. Il contributo degli stakeholder alla Fondazione è stato di quasi 13 milioni, per un bilancio che alla fine chiuderà in sostanziale pareggio.

Un circolo virtuoso che alimenta anche i numeri dei tesserati, oltre 244mila nel 2023, in grado di essere supportati dal basso con investimenti sempre più mirati. Per esempio, alle 150 società, tra le oltre 2900 affiliate alla Fidal, che ottengono le migliori performance annuali si danno contributi che vanno da 40mila a 1.500 euro in base al posizionamento.