Wall Street continua a mettere alla prova chi annuncia un ribasso imminente. Nonostante i timori legati alla stagionalità di ottobre, S&P 500 e Nasdaq sono tornati ad aggiornare i record nei primi giorni del mese. La flessione del 7 ottobre ha riportato un po’ di prudenza, senza cancellare la vicinanza ai massimi. Fra l’8 e il 9 ottobre, frattanto, è scaduto un setup del calendario di Gann, come anticipato in precedenti articoli.
Il copione sembra quello di «al lupo, al lupo»: si moltiplicano gli allarmi, i prezzi arretrano, verificano i supporti di breve termine e poi ritrovano la forza per salire. Questo non rende infondati tutti i timori. Ricorda, però, che prevedere una correzione e osservare un’inversione già in corso sono due cose diverse.
Nuovi massimi e timori di ribasso: che cosa conta nei grafici
Nell’analisi grafica, una delle evidenze di una tendenza ribassista è una successione di massimi e minimi decrescenti. Il mercato recupera senza superare il massimo precedente e poi scende sotto il minimo già segnato. Una singola seduta negativa, anche intensa, non basta a identificare questa struttura.
Nella lettura tecnica qui proposta, sul Nasdaq e sullo S&P 500 non emerge ancora una sequenza ribassista consolidata sulla scala temporale giornaliera, settimanale, mensile e oltre. Il Dow Jones ha invece mostrato maggiore debolezza relativa nell’ultimo periodo. La divergenza invita a osservare la partecipazione al rialzo, evitando di attribuire automaticamente a tutta Wall Street il comportamento di un solo indice.
Circola anche l’ipotesi che i mercati possano mantenersi forti fino alle elezioni di metà mandato che si terranno a inizio novembre. È una possibile interpretazione, non una relazione certa tra calendario politico e quotazioni. Un’altra prospettiva viene dallo studio sulle serie storiche degli ultimi 130 anni: il comportamento del sesto anno del decennio suggerisce uno scenario favorevole alla prosecuzione del rialzo fino a fine anno.
Questa indicazione storica va trattata come uno scenario di riferimento. I casi comparabili sono pochi e appartengono a contesti economici diversi; senza esplicitare campione e metodo non è opportuno assegnare una percentuale precisa di probabilità. Saranno i prezzi a confermare o smentire l’ipotesi.
La forza degli indici, inoltre, non si distribuisce uniformemente tra le società. Apple, Costco, Moderna e Netflix presentano situazioni grafiche diverse e sono oggetto di raccomandazioni negative da parte di alcune case d’investimento. I giudizi seguenti appartengono alle singole banche citate e non rappresentano necessariamente il consenso di Wall Street.
Apple, Costco, Moderna e Netflix: giudizi negativi e livelli grafici
Apple: quotazioni forti, ma Barclays resta prudente. Il gruppo produce iPhone, Mac, iPad e dispositivi indossabili, affiancando all’hardware servizi digitali, abbonamenti e App Store. Nella rilevazione grafica utilizzata per questa analisi, il titolo si colloca intorno a 337,18 dollari, vicino ai massimi annuali.
Barclays ha mantenuto il giudizio Underweight e ridotto il target da 253 a 245 dollari il 31 luglio 2026, richiamando elementi di debolezza in Cina e nei servizi. È una valutazione datata, da distinguere dalla quotazione di riferimento dell’articolo.
Sul grafico, il minimo di gennaio 2026 a 242,76 dollari costituisce un riferimento strutturale di medio termine. La sua violazione metterebbe in discussione la sequenza rialzista individuata nell’analisi. La distanza dai prezzi attuali chiarisce che non si tratta di un supporto di breve periodo: eventuali segnali di indebolimento possono manifestarsi prima.
Costco: il Sell di Roth Capital contrasta con altri giudizi favorevoli. Costco gestisce una rete di grandi punti vendita con accesso tramite abbonamento, offrendo alimentari e numerose altre categorie merceologiche. Il titolo si trova in area 941 dollari, sotto il massimo annuale di maggio a 1.094,75 dollari.
Il 25 settembre Roth Capital ha ribadito Sell, con un target di 781 dollari. Nella stessa rilevazione, altre case hanno espresso giudizi positivi: la cautela di Roth va quindi attribuita alla singola analisi.
Il riferimento grafico di medio termine è 840,54 dollari, minimo di dicembre 2025. Una chiusura mensile sotto quest’area segnalerebbe un deterioramento della struttura considerata. Il massimo di maggio rimane invece il riferimento superiore per valutare un eventuale recupero completo.
Moderna: Citi ritiene troppo ottimistiche le aspettative incorporate nel prezzo. Moderna è una società biotecnologica specializzata in medicinali e vaccini basati sull’RNA messaggero, con programmi di ricerca anche in oncologia. Intorno a 196 dollari, il titolo si mantiene nella parte alta dell’escursione annuale dopo una forte accelerazione negli ultimi mesi.
Il 30 settembre Citi ha abbassato il giudizio a Sell, pur aumentando il target da 60 a 80 dollari. Secondo la banca, la valutazione incorpora aspettative troppo ambiziose sull’espansione dei trattamenti oncologici.
Nella ricostruzione grafica utilizzata, tra il 18 e il 19 agosto le quotazioni sono passate da circa 62 a 170 dollari circa (+140%). Il minimo del 19 agosto, a 114,46 dollari, rappresenta un supporto rilevante legato a quell’accelerazione, ma distante dai prezzi di riferimento. In alto, 217,25 dollari, massimo di dicembre 2022, costituisce una resistenza storica.
Netflix: la debolezza è già visibile nella struttura dei prezzi. Netflix offre un servizio globale di streaming, produce contenuti originali e sviluppa ricavi da abbonamenti e pubblicità. In area 71 dollari, il titolo si trova vicino ai minimi annuali e, nella lettura grafica proposta, presenta massimi e minimi decrescenti.
Il 18 settembre Wells Fargo ha ridotto il giudizio da Equal Weight a Underweight e il target da 80 a 57 dollari, citando minore coinvolgimento degli spettatori e debolezza dell’offerta di contenuti.
Il superamento di 108,945 dollari rappresenterebbe, nella struttura mensile considerata, un primo massimo crescente e un elemento di miglioramento. Non basterebbe da solo a confermare un’inversione completa. Per Netflix non è stato individuato qui un supporto numerico: il target di 57 dollari è una stima della banca, non un livello ricavato dal grafico.
Questi quattro casi mostrano perché valutazione e tendenza vadano lette insieme. Un giudizio negativo può convivere con prezzi ancora forti, mentre una struttura ribassista può essere già presente su un titolo anche quando gli indici aggiornano i record. La questione centrale è capire se le aspettative degli analisti troveranno conferma nei risultati societari e nel comportamento dei prezzi.
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