Animali domestici, quali sono vietati in Italia?

Non tutte le specie possono essere tenute come animali da compagnia in casa o in giardino. Alcune sono vietate da leggi nazionali e internazionali e si rischiano sanzioni molto severe. Ecco l’elenco completo.

Animali domestici, quali sono vietati in Italia?

Avere un animale domestico è senza dubbio un piacere, tuttavia non tutti gli animali possono considerarsi «domestici», anzi alcuni sono espressamente vietati dalla legge o perché rari e in via di estinzione oppure perché troppo pericolosi e aggressivi.

La libertà umana incontra dei limiti non solo nella detenzione degli animali esotici ma anche nella loro importazione e vendita. È vietato avere in casa o in giardino una scimmia, un koala o un felino selvatico, tanto per fare degli esempi. Le specie vietate e quelle concesse sono contenute dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (Cites) entrata in vigore in Italia dal 1980.

Chi viola quanto previsto nella Convenzione rischia sanzioni molto severe; si va dall’arresto fino a 3 anni e multe fino a 150mila euro, nella peggiore delle ipotesi.

Ci sono però delle specie di animali esotici che possono stare in casa senza rischiare una sanzione, ma è bene specificare che per farlo bisogna essere in possesso del certificato che ne autorizza la detenzione. Dei permessi necessari per il possesso di animali esotici in casa vi parleremo nel prosieguo dell’articolo; prima però vediamo quali specie non si possono assolutamente adottare e le sanzioni previste per chi trasgredisce le regole.

Quali animali non si possono adottare?

Come anticipato la normativa di riferimento per la detenzione di animali in casa è la Cites, la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione entrata in vigore nel 1975 e applicata in Italia a partire dal 1980.

Si tratta di un accordo internazionale tra Stati che ha lo scopo di proteggere non solo gli animali in via di estinzione ma anche le piante. Per questo motivo la Cites regola il commercio e l’esportazione si animali protetti per un totale di circa 36.000 specie suddivise in tre diverse appendici:

  • I^ appendice: elenco delle specie minacciate dall’estinzione per le quali il commercio è rigorosamente vietato;
  • II^ appendice: elenco delle specie che si possono commerciare ma soddisfando determinate regole, così da evitare sfruttamenti incompatibili con la loro sopravvivenza. Ad esempio, questi animali devono essere accompagnati da uno specifico documento d’importazione;
  • III^ appendice: elenco delle specie protette dai singoli Stati così da regolare le esportazioni dai loro territori.

Di seguito in allegato la lista completa degli animali contenuti nelle Convenzione e quindi vietati.

Elenco specie protette Cites
Clicca qui per scaricare l’elenco completo delle specie protette dalla Cites, così da capire quali sono gli animali che non potete assolutamente tenere in casa.

Per completezza però consigliamo di scaricare anche l’ultimo aggiornamento all’elenco delle specie protette, contenuto nel Reg. (UE) 2017/160 attualmente in vigore.

Regolamento 160/2017 dell’Unione Europea
Clicca qui per scaricare il regolamento UE 160/2017 attualmente in vigore che ha apportato delle modifiche all’elenco delle specie protette dalla Cites.


Come si evince dall’elenco, alcuni animali sono sempre vietati, come la scimmia cappuccina, invece sono ammessi pitoni, iguane e diversi tipi di uccelli rari. Serve però una autorizzazione apposita.

Cosa fare per adottare una specie protetta

Non tutte le specie protette dalla Cites come abbiamo visto sono vietate; ci sono alcuni animali infatti che si possono adottare ma con le dovute autorizzazioni. L’organo che rilascia le autorizzazioni necessarie è il Ministero dello Sviluppo Economico, precisamente la Direzione Generale per la politica commerciale internazionale -Divisione II - Cites. Presso questo ufficio è possibile ottenere l’autorizzazione a commerciare gli animali esotici ma non anche la detenzione.

L’autorizzazione necessaria ad ottenere il permesso di possedere in casa un animale esotico varia in base alla Regione di appartenenza; in genere basta presentare una richiesta al Servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente sul territorio.

Animali esotici, quali sono ammessi?

Oltre agli animali esotici espressamente vietati, ve ne sono alcuni invece che possono essere tenuti in casa come i più comuni cane e gatto.

Si tratta ad esempio di iguane, pappagalli, tartarughe, pesci tropicali e altre specie ma occorre verificare che la specie in questione non sia contenuta nell’elenco degli animali vietati dalla Convenzione. Occorre poi che i padroni abbiano delle particolari accortezze per tutelare la salute dell’animale e non mettere in pericolo terze persone.

Ad esempio bisogna rispettare le dimensioni indicate per la teca dei serpenti, dell’acquario dei pesci tropicali e tenere i pappagalli rigorosamente fuori dalla gabbia.

Cosa rischia chi detiene un animale vietato: le sanzioni

La Cites vieta non solo la detenzione delle specie protette, ma anche l’importazione, l’esportazione, il trasporto, la vendita e l’esposizione. Il divieto si estende sia agli animali vivi che su quelli morti e imbalsamati, integri oppure solo parti di essi (ad esempio il guscio delle tartarughe o le corna degli elefanti).

Le sanzioni previste sono contenute nella legge n°150/1992. Qui si stabilisce che chiunque non rispetti le norme previste dalla Cites detenendo e commerciando le specie protette senza l’autorizzazione necessaria viene punito con l’arresto da 6 mesi a 2 anni e con un’ammenda che va dai 15mila ai 150mila euro. Sanzioni, quindi, tutt’altro che lievi.

In caso di recidiva si applica una pena che prevede l’arresto da 1 a 3 anni e un’ammenda di importo variabile dai 30mila ai 300mila euro.

Se i suddetti reati si accompagnano all’esercizio di attività d’impresa, oltre alle sanzioni che abbiamo appena visto si applica anche la sospensione della licenza per un periodo che va dai 6 mesi ai 2 anni.

Inoltre è punita con la sanzione amministrativa da 6mila ai 30mila euro la condotta di chi introduce in Italia oggetti personali o domestici derivati dagli esemplari delle specie protette, esempio tipico sono le borse e le cinture di coccodrillo.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Animali

Argomenti:

Animali

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.