Animali domestici, quali sono vietati in Italia?

29 Luglio 2021 - 13:03

29 Luglio 2021 - 13:14

condividi

Quali animali non si possono tenere in casa perché vietati dalla legge italiana? Qui l’elenco delle specie vietate (esotiche e non).

Animali domestici, quali sono vietati in Italia?

Scimmie e lupi non si possono tenere in casa, come moltissime altre specie comprese nell’elenco degli animali vietati in Italia, perché pericolosi, selvatici o in via di estinzione. Eppure, nonostante le pene siano elevate - in alcuni casi si rischia fino a 2 anni di carcere - il contrabbando di animali vietati è un fenomeno ancora troppo diffuso.

Non tutti gli animali esotici sono vietati dalla legge, ma per alcuni bisogna richiedere una specifica autorizzazione al Servizio veterinario dell’ASL di competenza territoriale, secondo una procedura che varia da Regione a Regione.

Ecco gli animali che non si possono tenere in casa e cosa rischia chi possiede un animale vietato.

Animali vietati in Italia che non si possono tenere in casa

La legislazione sulla detenzione di animali selvatici/esotici è regolata dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (il cui acronimo è CITES), in vigore dal 1973 e recepita dagli Stati membri Ue a seguito dei regolamenti CE 338/97 e 865/2006.

Elencare tutti gli animali vietati in Italia sarebbe impossibile (si tratta di più di 5mila specie), eccone alcuni tra quelli più conosciuti:

  • scimmie e scimpanzé;
  • tigri;
  • leoni;
  • tassi;
  • cervi;
  • lemuri;
  • daini;
  • tartarughe “aliene”;
  • vipere;
  • falchi.

Nell’elenco degli animali vietati in Italia non ci sono soltanto specie esotiche, pericolose o in via di estinzione, ma anche animali autoctoni e selvatici come lupi, caprioli e aquile, la cui detenzione in casa o in giardino sarebbe una vera e propria violenza.

Quali animali domestici sono legali in Italia?

Gli animali che non sono compresi nell’elenco della CITES e nelle disposizioni del Ministero dell’ambiente si possono legalmente detenere. Tra questi vi sono mammiferi, rettili, pesci e uccelli a cui - naturalmente - devono essere garantite cure, spazi e alimentazione idonei.

Oltre agli animali più comuni, come cane, gatto, criceto e coniglio, sono ammessi topi domestici, porcellini d’india, furetti, maialini, gechi, iguane, camaleonti, pitoni e serpenti del grano. A questi si aggiungono molte specie di pesci e uccelli non selvatici o protetti.

Ricordiamo che in nessun caso il regolamento condominiale può vietare ai condomini di avere cani, gatti o altri animali in casa, purché ammessi dalla legge, mentre vi potrebbero essere dei limiti per gli affittuari, se espressamente previsto nel contratto di locazione. In tutti gli altri casi, via libera agli animali domestici in condominio.

Le sanzioni per chi detiene un animale vietato

Chi ha un animale vietato in casa rischia le sanzioni previste dalla legge n°150/1992: chi possiede, scambia o vende specie protette, senza l’autorizzazione necessaria, rischia l’arresto da 6 mesi a 2 anni e l’ammenda dai 15mila ai 150mila euro.

E per chi commette lo stesso reato più volte, la pena sale da 1 a 3 anni di detenzione e dai 30mila a 300mila euro di ammenda. Se l’attività di scambio e commercio di animali domestici vietati è svolta in forma “di impresa”, oltre alle sanzioni previste, vi è anche la sospensione della licenza da 6 mesi a 2 anni.

Argomenti

# Legge

Iscriviti a Money.it