Le quotazioni di Usd/Jpy veleggiano su una soglia che si può definire «spartiacque». Nel breve periodo, un approccio che preveda strategie di stampo long potrebbe risultare premiante
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 106,200 |
| Variazione | -0,24 |
| Max (52 settimane) | 114,55 |
| Min (52 settimane) | 104,46 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 109,63 |
| RSI 14 | 46,89 |
| MACD | -0,370 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,08% |
| 1 mese | -0,24% |
| 3 mesi | 1,84% |
I prezzi dell’Usd/Jpy sono in una situazione interlocutoria dopo il test della linea di tendenza che unisce i minimi del 26 marzo a quelli del 3 gennaio 2019.
Se il livello di concentrazione di domanda menzionato dovesse cedere, le quotazioni avrebbero ampio spazio per un ribasso fino alla soglia psicologia a 100, la quale non viene toccata da oltre 3 anni.
Si comprende quindi come la tenuta delle attuali zone sia di estrema importanza per chi si attende una ripresa di vigore da parte dei corsi. Per i compratori, si avrebbe un primo segnale positivo con la violazione della trendline disegnata con i top del 6 e 13 agosto scorsi.
Se ciò dovesse accadere, vi sono buone probabilità che i prezzi tornino al re-test del livello dinamico transitante a 107,54, anche se è difficile immaginare rialzi più strutturati in un downtrend come quello attuale.
Se si considera solo il breve periodo però, un approccio che consideri le strategie di stampo long potrebbe risultare premiante: si deve infatti considerare che è stata formata una divergenza di inversione bullish sull’RSI a 14 giorni.
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