Le quotazioni di Usd/Jpy hanno raggiunto una zona di prezzo abbastanza delicata. Vediamo come impostare alcune strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 108,020 |
| Variazione | 0,40% |
| Max (52 settimane) | 114,550 |
| Min (52 settimane) | 104,460 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 109,330 |
| RSI 14 | 59,42 |
| MACD | 0,220 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,07% |
| 1 mese | -1,28% |
| 3 mesi | 0,07% |
I prezzi dell’Usd/Jpy sono in difficoltà nel giorno successivo all’atteso meeting della Federal Reserve (per approfondire). Graficamente, le quotazioni sono riuscite a superare senza troppi problemi la linea di tendenza che unisce i lows del 3 gennaio a quelli del 25 giugno 2019.
Ora i compratori sembrano intenzionati a testare la resistenza statica a 108,80 prima di riprendere il downtrend principale: a tal proposito, sarà da monitorare la tenuta di area 107,73 che, se dovesse cedere, determinerebbe un veloce ritorno delle quotazioni verso la trendline disegnata con i top del 6 e 13 agosto 2019, a 106,50.
Al contrario, si avranno segnali positivi solo nel caso in cui i corsi riuscissero a violare la media mobile semplice a 200 giorni, ora transitante a 109,326. In tale eventualità, gli spazi per un impulso bullish si estendono fino alla soglia grafica e psicologica a 110,000.
Da un punto di vista algoritmico invece, l’RSI settata a 14 periodi si aggira nei pressi della soglia di ipercomprato, elemento che potrebbe indicare un incremento della pressione di vendita nel breve periodo.
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