Le quotazioni di Usd/Jpy hanno formato un modello di doppio massimo che potrebbe concluere il rimbalzo iniziato a fine agosto. Vediamo come impostare le strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 107,580 |
| Variazione | 0,16% |
| Max (52 settimane) | 114,550 |
| Min (52 settimane) | 104,460 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 109,140 |
| RSI 14 | 51,34 |
| MACD | 0,250 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,18% |
| 1 mese | -1,25% |
| 3 mesi | 0,28% |
Seduta all’insegna della debolezza per l’Usd/Jpy, con lo Yen premiato dal clima di risk-off iniziato ieri. A spingere le quotazioni della valuta rifugio per eccellenza sono stati i dati sul settore manifatturiero arrivati dagli Stati Uniti, con l’indice ISM sceso ai minimi da 10 anni, a 47,8 punti.
Da un punto di vista grafico, i corsi hanno dato vita ad una potenziale figura di doppio massimo a 108,470. Nei giorni scorsi, le quotazioni non sono riuscite a violare la linea di tendenza che unisce i lows del 3 gennaio a quelli del 25 giugno 2019.
Se il modello di inversione menzionato prima dovesse venire confermato dal breakout della neckline a 106,960, per i prezzi si aprirebbero scenari negativi almeno fino a 105,470 euro, dove i compratori avrebbero la possibilità di tentare di rialzare la testa grazie al transito della trendline disegnata con i lows del 26 marzo 2018 a quelli del 3 gennaio 2019.
Il setup bearish evidenziato prima verrebbe comunque invalidato nel caso in cui i corsi dovessero superare la resistenza a 108,800 e la media mobile a 200 giorni, transitante a 109,143.
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