I prezzi di Usd/Chf hanno raggiunto la più importante area resistenziale di breve periodo. Per i venditori si potrebbero aprire occasioni interessanti, vediamo perchè
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,9902 |
| Variazione | 0,02% |
| Max (52 settimane) | 1,0237 |
| Min (52 settimane) | 0,9542 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,9953 |
| RSI 14 | 59,01 |
| MACD | -0,001 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -1,17% |
| 1 mese | -0,79% |
| 3 mesi | 0,23% |
Nelle scorse sedute, la maggiore propensione al rischio da parte degli investitori ha permesso all’Usd/Chf di tornare ad apprezzarsi, testando la linea di tendenza che unisce i minimi del 25 giugno a quelli del 2 agosto 2019.
Per i compratori le attuali aree sono ricche di ostacoli. Oltre alla trendline menzionata prima, a 0,9953 transita la media mobile semplice a 200 giorni, che in passato si è sempre rivelata un algoritmo capace di respingere gli attacchi di entrambi i fronti.
Se anche queste resistenze venissero violate, nulla impedirebbe alle quotazioni di riportarsi alla linea di tendenza che unisce i lows del 16 febbraio a quelli del 21 settembre 2018.
In generale però, una così intensa presenza di livelli di concentrazione di offerta potrebbe causare una correzione, che avrebbe la possibilità di condurre i prezzi verso il supporto a 0,9716.
Tale zona è da monitorare attentamente, in quanto una sua violazione determinerebbe ulteriori ribassi almeno fino alla soglia psicologica a 0,96, dove è presente il 61,8% del ritracciamento di Fibonacci disegnato dai minimi del 15 febbraio 2018 ai massimi del 26 aprile 2019.
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