I venditori hanno incrementato la loro pressione su Nzd/Usd, che sta per effettuare la violazione di un supporto di breve periodo. Vediamo come si potrebbero impostare le strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,6627 |
| Variazione | -0,14% |
| Max (52 settimane) | 0,697 |
| Min (52 settimane) | 0,6425 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,6725 |
| RSI 14 | 43,41 |
| MACD | 0,002 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -1,95% |
| 1 mese | -0,67% |
| 3 mesi | -0,59% |
La pressione di vendita su Nzd/Usd è aumentata notevolmente nelle scorse sessioni, da quando i corsi si sono riportati al di sotto della media mobile semplice a 200 giorni.
Al momento della scrittura, le quotazioni stanno cercando di effettuare il breakout della linea di tendenza che collega i minimi del 18 giugno a quelli del 10 luglio 2019. Se questo livello dovesse venire violato, ci si potrebbe attendere un ritorno dei prezzi al supporto grafico e psicologico a 0,65 euro.
A bloccare l’avanzata dei compratori, che con la violazione di 0,6720 sembravano essere intenzionati a raggiungere la trendline transitante a 0,6877, è stata una divergenza di inversione bearish sull’RSI settato a 14 periodi. Oltre a questo, è importante ricordarsi che le quotazioni si trovano in un contesto di downtrend di lungo periodo.
Per chi fosse intenzionato ad operare contro la tendenza principale, sarebbe opportuno attendere segnali più chiari, come ad esempio un recupero della SMA 200, a 0,6725.
Gli operatori ribassisti potrebbero sfruttare invece l’attuale rottura del supporto dinamico per valutare strategie di stampo short con obiettivo principale a 0,6500.
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