I prezzi di Gbp/Usd sono in difficoltà sulla prima resistenza dopo l’avvio dei recuperi dai lows del 1985. Vediamo come impostare delle possibili strategie operative
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,2368 |
| Variazione | -0,74% |
| Max (52 settimane) | 1,3514 |
| Min (52 settimane) | 1,1412 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,2668 |
| RSI 14 | 49,92 |
| MACD | -0,026 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 7,16% |
| 1 mese | -3,03% |
| 3 mesi | -5,68% |
Dopo aver toccato i minimi dal marzo del 1985, le quotazioni di Gbp/Usd hanno iniziato a rialzare la testa, riportandosi verso la soglia psicologica a 1,25.
La discesa, iniziata dopo che i prezzi sono stati respinti dalla linea di tendenza che unisce i massimi del 20 settembre 2018 a quelli del 27 febbraio 2019, è diventata molto più violenta dal 9 marzo 2020. L’impulso discendente cominciato infatti ha dato modo ai venditori di spingersi al di sotto della media mobile semplice a 200 giorni e ai livelli statici a 1,2773 e 1,2506.
Dopo il crollo verticale fino a 1,1412, il cambio è riuscito a riprendere fiato, riportandosi verso l’ultimo supporto violato, corrispondente al 50% del ritracciamento di Fibonacci disegnato su tutta la gamba discendente iniziata a dicembre 2019.
Un possibile ritorno della positività si potrebbe avere solo con un recupero di area 1,27, dove verrebbe superato il 61,8% del ritracciamento menzionato prima.
In tal senso, anche una correzione dell’attuale impulso ascendente fino a 1,20 potrebbe creare nuove occasioni di acquisto, perlomeno nel breve periodo.
Al contrario, una prosecuzione delle vendite al di sotto di 1,1770 aprirebbe nuovi scenari negativi per il cambio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA