Le quotazioni di Gbp/Usd hanno dato vita ad un segnale positivo durante questo 2019. In questo quadro, i prezzi potrebbero essere pronti a mettere in pausa il lungo downtrend in cui sono inseriti
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,3078 |
| Variazione | 0,65% |
| Max (52 settimane) | 1,3514 |
| Min (52 settimane) | 1,1959 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,6069 |
| RSI 14 | 51,422 |
| MACD | 0,003 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,61% |
| 1 mese | 1,22% |
| 3 mesi | 6,39% |
Se la prima parte dell’anno è trascorsa all’insegna dei ribassi per il cambio Gbp/Usd, da settembre 2019 i corsi hanno dato vita ad un rimbalzo, con i prezzi sostenuti dalla linea di tendenza di lungo periodo che unisce i lows di febbraio 1985 a quelli di ottobre 2016.
Il supporto in essere ha permesso alle quotazioni di apprezzarsi fino ad area 1,3350. A respingere il Cable è stato il livello statico ereditato dai top di febbraio 2019. Se questa zona dovesse venire superata, gli acquirenti avrebbero la possibilità di traghettare i prezzi verso l’intorno resistenziale compreso tra 1,4168 e 1,444.
Tale livello di concentrazione di offerta è corroborato da due elementi grafici rilevanti: il primo lasciato in eredità dai minimi di febbraio 1993, il secondo ottenuto collegando i top di novembre 2007 a quelli di luglio 2014.
Al contrario, i venditori potrebbero riprendere il downtrend principale solo in caso di breakout della trendline di lunghissimo periodo evidenziata prima. Questa ipotesi è però quella più remota: la figura composta tra ottobre 2016 e settembre 2019 può essere riconducibile ad un doppio minimo asimmetrico con neckline a 1,4345.
Nel caso in cui questa figura venisse confermata, l’obiettivo di lungo periodo si troverebbe in area 1,66.
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