I prezzi di Gbp/Usd sono inseriti in una fase di congestione che potrebbe dare modo ai compratori di prendere respiro prima di proseguire il movimento ascendente intermedio. Impostiamo l’operatività
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,2802 |
| Variazione | 0,22% |
| Max (52 settimane) | 1,3381 |
| Min (52 settimane) | 1,1959 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,2704 |
| RSI 14 | 54,25 |
| MACD | 0,011 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,64% |
| 1 mese | 1,06% |
| 3 mesi | 6,01% |
I prezzi di Gbp/Usd sono arrivati al test della parte inferiore della congestione all’interno della quale sono inseriti dallo scorso 18 ottobre.
Graficamente, tale fase laterale è delimitata superiormente dal livello statico lasciato in eredità dai minimi del 22 febbraio 2019, e inferiormente dal supporto derivante dai lows del 14 febbraio scorso.
Le quotazioni restano inserite in un solido uptrend intermedio, e quella attuale potrebbe essere intesa come una pausa prima di una prosecuzione degli acquisti sulla moneta di Sua Maestà.
In tal senso, eventuali discese fino a 1,2640 potrebbero essere interpretate positivamente, in quanto si starebbe verificando il pullback della linea di tendenza che unisce i massimi del 17 aprile 2018 a quelli del 14 marzo 2019. Ciò permetterebbe anche all’RSI settato a 14 periodi di tornare verso valori più neutrali rispetto alla soglia di ipercomprato raggiunta poche sedute fa.
Per assistere ad una prosecuzione del trend rialzista però, si dovrà attendere la rottura di quota 1,30: nel caso in cui ciò dovesse capitare, i rialzi avrebbero la possibilità di estendersi fino a 1,3240.
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