La struttura grafica di Usd/Jpy evidenzia una fase di indecisione degli operatori. Per impostare le strategie operative su questo cambio, si potrebbero sfruttare delle metodologie di breakout
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 108,09 |
| Variazione | 0,09% |
| Max (52 settimane) | 114,55 |
| Min (52 settimane) | 104,87 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 110,570 |
| RSI 14 | 48,88 |
| MACD | -0,150 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,73% |
| 1 mese | -0,82% |
| 3 mesi | -3,28% |
I corsi di Usd/Jpy risultano poco mossi dopo il re-test della linea di tendenza che collega i top del 24 aprile a quelli del 2 maggio 2019. Le quotazioni si trovano ora in una fase di stallo: se le quotazioni dovessero riprendere la loro discesa effettuando la rottura della trendline disegnata con i lows del 25 giugno a quelli del 19 luglio, si aprirebbero scenari ribassisti fino a 105,183.
Viceversa, se gli acquirenti dovessero riuscire a rialzare la testa recuperando il livello statico a 108,800, si potrebbe assistere a un allungo fino a 109,74 in primis, per poi passare a 110,573, dove transita la media mobile semplice a 200 giorni.
Per gli operatori ribassisti si creerebbero occasioni short da 107,750. In tal caso, lo stop loss andrebbe posto a 108,400, mentre l’obiettivo principale a 106,400. Il target più ambizioso sarebbe invece localizzato a 106,000.
I compratori potrebbero invece attendere un recupero di 108,800, che gli darebbe la possibilità di implementare strategie long con stop loss a 107,900, obiettivo principale a 110,000 e target finale a 110,250.
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