Parole di fuoco, ma mai così sincere come non se ne vedevano da tanto in televisione: sono quelle dette da Andrea Zucchi, imprenditore di Fidenza, durante la trasmissione «L’ultima parola» (in onda su La7), rivolte a Gianfranco Polillo, sottosegretario al Ministero dell’Economia. E l’esordio è subito da incorniciare: «Queste sono le chiavi della mia attività. Con stasera ho finito. Domani i miei negozi li aprite voi».
Il pensiero di Zucchi si articola poi in una bella intervista a L’Indipendenza, dove rincara la dose, prendendosela con lo Stato italiano che, secondo lui, è anti-imprenditori: «Ho chiuso i bilanci in pareggio, senza debiti con le banche, anche perché a me, le banche, non hanno mai dato un soldo. Peccato che mi sia arrivata una lettera dall’INPS con minacce d’arresto perché non avrei pagato tutti i contributi, benché io sia in credito d’Iva e attenda dallo Stato più soldi di quelli che mi chiede».
Non gli va giù nemmeno la riforma Fornero: «Hanno alzato le tasse, invece di abbassare la spesa, tutelando soprattutto gli statali. Come se non sapessero che da gennaio a settembre dell’anno scorso 720 aziende del nordest hanno trasferito la loro attività in un posto dove si può lavorare». La delocalizzazione, dunque, secondo Zucchi è solo una diretta conseguenza di come vengono trattati gli imprenditori nel Belpaese e di come invece all’estero vi sia maggiore possibilità di lavorare in pace.
Zucchi ha votato tutte le parti politiche, salvo poi pentirsene subito dopo. In Italia, secondo l’imprenditore, è impossibile fare riforme: "Lo Stato italiano, così come lo racconta Napolitano, è un’idea che non funziona. La costituzione è stata scritta da gente impaurita con attorno macerie ancora fumanti, che temeva svolte autoritarie.
Ne è nato uno Stato in cui non comanda nessuno«, per poi concludere:»In Italia è tutto a norma di legge. L’unico fuorilegge sono io".
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