L’Unione Europea premia la riforma del lavoro italiana, ma non nasconde i timori di un possibile passo indietro prima dell’approvazione.
La frecciatina contro i sindacati è più che lampante, visto che l’UE spera che «autorità italiane e parti sociali continuino a lavorare costruttivamente assieme per il miglior risultato possibile». Secondo Bruxelles, infatti, la riforma garantirà prospettive migliori e più efficaci per ciò che concerne il lavoro e la crescita economica.
Ancora una volta, dunque, gli sforzi fatti dal governo Monti vengono riconosciuti a livello europeo e internazionale. Intanto ieri Mario Monti, che si è perso l’elogio pubblico di Obama «per colpa» di una telefonata di Cicchitto, dalle 22 della sera ha staccato tutte le comunicazioni senza neppure interessarsi all’incontro tra i vertici di partito, segno che la frase «O mi lasciate lavorare in pace o lascio» non era solo un avvertimento fasullo.
E al Parlamento si rivolge anche la stessa Unione Europea, che auspica una rapida approvazione del testo: «Oggi, molti lavoratori, tanti giovani sono senza occupazione o hanno un lavoro precario: questo riflette, tra l’altro, un sistema di protezione dualistico, con garanzie generose sole per i lavoratori a tempo indeterminato, attenzione insufficiente per le politiche di riconciliazione, così come un sistema frammentato di sussidi di disoccupazione».
L’UE accelera dunque sull’approvazione della riforma, Monti continua a lavorare, il Parlamento continua a prender tempo: solito copione.
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