Altro che Terza Repubblica, le prossime saranno le elezioni politiche dei “dinosauri”

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Altro che Terza Repubblica, le prossime saranno le elezioni politiche dei “dinosauri”

Elezioni politiche: mentre si parla della rivoluzione web dei 5 Stelle, i partiti tradizionali invece sembrerebbero volersi affidare al cosiddetto “usato sicuro”.

Che elezioni politiche saranno quelle del 2018? Nonostante al momento tutta la nostra classe dirigente sia in vacanza, proseguono anche sotto l’ombrellone senza e sosta le trattative per non farsi trovare impreparati al prossimo appuntamento con le urne.

Con l’exploit alle elezioni politiche del 2013 del Movimento 5 Stelle, partito nato dal volere di un comico e di un informatico e sviluppatosi quasi totalmente nel web, oltre alla grande crescita della Lega Nord nei sondaggi, diversi analisti sono arrivati a ipotizzare l’avvento in Italia di una Terza Repubblica.

Dopo lo tsunami politico che fu Tangentopoli, la nascita del bipolarismo tra centrosinistra e centrodestra ha segnato l’avvento della Seconda Repubblica, che per alcuni adesso sarebbe già sorpassata visto che con l’avvento dei 5 Stelle siamo passati a una situazione tripolare.

Ma siamo sicuri che i vecchi protagonisti della nostra storia politica siano pronti per essere rottamati? Anche se una parte importante della prossima campagna elettorale si giocherà sui social network, i partiti tradizionali infatti sembrerebbero essere pronti a rivolgersi all’usato garantito di personaggi politici poco disposti a godersi la loro lauta pensione da normale cittadino.

Saranno le elezioni politiche della Terza Repubblica?

Sarebbe anacronistico negare che negli ultimi anni sia cambiato di molto il modo di fare politica. Oltre alla grande crisi dei partiti di massa, ormai quasi estinti nel nostro paese, c’è un sostanziale cambiamento riguardante i mezzi di comunicazione.

Se si può dire che la Seconda Repubblica sia nata sulla scia del boom delle televisioni commerciali, ovvero i canali di Berlusconi, questa Terza potrebbe essere figlia allora della rivoluzione del web 2.0.

Non esiste infatti ormai un politico che non usi i social network, Facebook o Twitter, per esprimere le proprie prese di posizioni o cercare di aumentare la propria visibilità e il proprio orticello elettorale.

Una tendenza dalla quale non faranno eccezione neanche le prossime elezioni politiche, che si annunciano essere, così come è capitato negli Stati Uniti e in Francia, le più multimediali della nostra storia.

Nonostante questo il vecchio modo di far politica non sembrerebbe affatto essere stato mandato in soffitta. Le prossime elezioni infatti vedranno come protagonisti tanti attori che ormai possono essere considerati degli autentici “dinosauri” della politica.

I vecchi lupi della politica

Un chiaro segnale di come la vecchia guardia politica nostrana sia dura a morire è arrivato a giugno, quando diversi capoluoghi italiani sono stati chiamati alle urne per le elezioni amministrative.

A Palermo infatti ha trionfato al primo turno di nuovo Leoluca Orlando, al suo quinto mandato, gli stessi di Sergio Abramo che al ballottaggio è riuscito a rimanere sindaco di Catanzaro.

A Rieti Antonio Cicchetti aveva amministrato dal 1994 al 2002, venendo poi eletto per una terza volta lo scorso giugno. Anche le elezioni regionali in Sicilia non sembrerebbero essere da meno in questa tendenza, visto che uno dei sicuri candidati dovrebbe essere quel Nello Musumeci che entrò in politica negli anni ‘80 tra le fila del MSI catanese.

Tornando a volgere lo sguardo alle prossime elezioni politiche, nonostante al momento non possa candidarsi Silvio Berlusconi continua a svolgere un ruolo decisivo. Al suo fianco, non mollano neanche i fidati Gianni Letta e Niccolò Ghedini.

Tra i centristi sembrerebbe essere in voga ormai un autentico ritorno al passato. Mentre personaggi come Paolo Cirino Pomicino e Ciriaco De Mita non lesinano di rilasciare interviste, anche Pierferdinando Casini, Marco Follini e Clemente Mastella, ora sindaco di Benevento, cercano un ruolo da protagonista alle prossime elezioni.

Nel centrosinistra poi dietro la scissione del Movimento Democratici e Progressisti c’è lo zampino di Massimo D’Alema, che potrebbe tornare a candidarsi, con anche l’ex premier Romano Prodi molto attivo e negli ultimi tempi particolarmente vicino alle posizioni di Giuliano Pisapia, anche lui uno della vecchia guardia.

Nella Lega Nord inoltre il leader Matteo Salvini, anche se anagraficamente giovane, si può dire che sia in politica da sempre mentre uno degli esponenti storici del carroccio, Roberto Maroni, ha manifestato la volontà di candidarsi di nuovo alla guida della Regione Lombardia.

Il tutto questo senza scordarci la grande influenza che ancora esercita Re Giorgio Napolitano, con le prossime elezioni politiche che potrebbero vedere quindi un grande cambiamento nel modo di fare campagna elettorale, ma molti degli interpreti alla fine rimarranno sempre gli stessi.

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