Spread: ecco come si calcola e cosa davvero lo fa salire

Daniele Sforza

14 Maggio 2012 - 14:54

Spread: ecco come si calcola e cosa davvero lo fa salire

Lo spread, questo sconosciuto! Il numero che fa impazzire gli operatori e che determina il rischio di default per i Paesi europei è al centro dalle cronache, ma molti ancora non sanno cosa sia e come si calcola.

Cresce l’insofferenza

«In molti Paesi europei va crescendo l’insofferenza nei confronti della dittatura dello spread, vista come ostacolo alle aspirazioni dei popoli, e affidare il nostro futuro a un numero costituisce anche un modo di abdicare ai nostri doveri»: a dirlo è il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che mette luce su un argomento molto attuale e di cui ancora in molti non capiscono i meccanismi. Cresce tuttavia l’insofferenza attorno a questo differenziale: essere influenzati da un numero, secondo Vegas, è sbagliato. «Le nostre paure», ha continuato Vegas «sono sintetizzate in un numero che oggi è rappresentato dallo spread. Lo spread si basa sui fondamentali dell’economia, tuttavia incorpora un giudizio di valore sintetico e soggettivo che, spesso, li travalica».
Ma cos’è lo spread? Come si calcola e, soprattutto, cosa lo fa salire?

Cos’è lo spread e come si calcola?

Lo spread è un termine inglese che significa «differenza». Ma differenza tra cosa? Tra i rendimenti di due titoli, considerati come parametri di riferimento, ad esempio il Btp italiano e il Bund tedesco. Il loro prezzo varia in tempo reale a seconda della domanda e dell’offerta. Più alta sarà la domanda, più lo sarà il prezzo, più il rendimento scenderà, e viceversa.
Come si calcola lo spread? Quest’ultimo si ottiene calcolando il rendimento a scadenza di un Btp a 10 anni, ad esempio, e quello di un Bund a 10 anni: la differenza tra questi due rendimenti rappresenta per l’appunto il differenziale.

C’è anche da considerare che il rendimento di un titolo di stato ne determina anche il livello di rischio, ovvero, se il rendimento è alto, il rischio che non ci sia il rimborso del capitale alla scadenza e che l’emittente non paghi le cedole sarà maggiore, mentre se il rendimento è basso, il livello di rischio si abbasserà a sua volta. Sotto questo aspetto, dunque, prendendo ad esempio lo spread tra Btp e Bund, se quest’ultimo aumenta, significa che il Btp è molto meno sicuro del Bund e ciò fa sì che il nostro Paese risulti meno affidabile.

Le ragioni della confusione attuale

Ultimamente si registra molta confusione attorno al calcolo dello spread. Quest’ultimo è espresso in punti base: 1 pb = 0,01%. Quindi, se tra due titoli di stato c’è una differenza di rendimento di 0,05 punti percentuali, lo spread sarà calcolato in 50 punti base.
La confusione attuale, tuttavia, dipende prevalentemente da un fattore: prima del 7 maggio infatti, gli operatori calcolavano lo spread Btp-Bund con differenza a dieci anni, sottraendo i rendimenti dei titoli a scadenza marzo 2022, mentre dal 7 maggio in poi Reuters ha aggiornato il sistema di calcolo utilizzando come titoli di riferimento il Btp con scadenza settembre 2022, titolo che ha un rendimento più elevato. Per il momento, dunque, si attende solo che tutti gli operatori utilizzino lo stesso sistema di calcolo al fine di evitare ulteriori confusioni su quel numero che contribuisce a creare sempre maggiore insofferenza.

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