Spending Review: nuovi tagli a province, scuole e tribunali

Daniele Sforza

30 Aprile 2012 - 14:29

Spending Review: nuovi tagli a province, scuole e tribunali

Consolidare il pareggio di bilancio nel 2013 e fare dietrofront su un ulteriore aumento dell’Iva, previsto per fine anno: questi gli obiettivi che il governo Monti vuole finalizzare e che hanno portato il ministro Piero Giarda a lavorare fino a tarda notte per redigere un rapporto chiamato «Elementi per una revisione della spesa pubblica»: nel mirino, le province, le scuole, le forze dell’ordine e i tribunali.

Province

Quella sulle Province è una questione di cui si parla da tanto, tantissimo tempo, e per la Banca centrale europea l’accorpamento risulterebbe l’unica misura possibile per tagliare i costi della politica. Dopo la Finanziaria 2010, che prevedeva l’abolizione delle Province con meno di 220 mila abitanti e l’art.15 del decreto legge n.138 del 13 agosto 2011, che implicava la soppressione di quelle con più di 300 mila abitanti, associate al veto di istituire nuove Province in quelle Regioni con meno di 500 mila abitanti, il recente decreto Salva-Italia aveva conferito alle Province funzioni di indirizzo politico e coordinamento delle attività dei Comuni, che in termini economici significa un risparmio di ben 65 milioni di euro.

L’accorpamento delle Province sarebbe l’unica soluzione possibile per gestire al meglio le risorse economiche e favorevole è anche il Presidente dell’UPI (Unione delle Province d’Italia) Giuseppe Castiglione, che ha dichiarato: «Sono mesi che ribadiamo che l’unica riforma possibile è la razionalizzazione delle Province, l’accorpamento degli uffici periferici dello Stato, il taglio delle società e degli enti strumentali. La Bce non fa altro che attestare che la proposta dell’UPI è la più innovativa ed efficace». Negli «Elementi» redatti da Giarda, la riduzione delle Prefetture è un tema caldo e il Viminale si appresta a diventare il Ministero più colpito dai tagli: ora le prefetture sono 103, una per ogni provincia, mentre l’obiettivo risulta quello di lasciarne una ogni 350 mila abitanti.

Giustizia

Tagli anche alla Giustizia, a causa delle sovrapposizioni tra Polizia e Carabinieri: 5 mila i presidi dei Carabinieri su territori controllati dalla Polizia, senza contare i 30 mila marescialli in esubero. Ma quando si parla di sicurezza, i toni si alzano sempre, come alti sono stati quelli di Maurizio Gasparri (Pdl): «Un conto è razionalizzare acquisti e forniture per giusti risparmi, altro è ipotizzare smantellamenti o riduzioni di presidi sul territorio. Su questo il Pdl dovrà essere determinato. Se qualcuno si illude di toccare stazioni dei Carabinieri o Commissariati sarà stroncato in Parlamento». Il leader di Idv Antonio di Pietro fa il gioco delle differenze: «Un conto è eliminare le spese militari immense e inutili come lo sciagurato acquisto dei caccia F-35, che dovrebbero essere adesso solo 90 per una spesa di circa 10 miliardi di euro, tutt’altra cosa intervenire sugli effettivi delle forze dell’ordine o sulle loro dotazioni tecniche».
Anche i piccoli tribunali e i giudici pace non sfuggono alla scure dei tagli, con un recupero di 5.900 amministrativi e 950 toghe.

Scuola

Altro tema caldo: la scuola. Gli stipendi non si toccano, ma i beni e i servizi sì, con un recupero preventivato di un miliardo e un risparmio del 15%. Sul tema è intervenuto Pier Luigi Bersani (Pd): «Sono sicuro che Giarda pensa di entrare con il cacciavite in questi meccanismi perché usare la mazza non va bene. Non possiamo in questi mesi destabilizzare perché la crisi è ancora lì. Monti ha credibilità sufficiente per tenere il nostro Paese lontano dal baratro. Io non intendo vincere sulle macerie del mio Paese».

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