Mark Mobius, presidente esecutivo di Templeton Asset Management - del gruppo dei mercati emergenti - ha detto che un’altra crisi finanziaria è inevitabile perché le cause delle precedenti non sono state ancora risolte.
«Ci sarà sicuramente un’altra crisi finanziaria dietro l’angolo, perché non abbiamo risolto nessuna delle cose che ha causato la crisi precedente,» ha detto il guru di Templeton al Foreign Correspondents’ Club of Japan di Tokyo in risposta ad una domanda sulle oscillazioni dei prezzi.
«Il valore totale dei derivati in tutto il mondo supera il totale mondiale del prodotto interno lordo di un fattore pari a 10. Con quel volume di scommesse in direzioni diverse, ci sarà volatilità e crisi del mercato azionario».
La crisi finanziaria mondiale tre anni fa è stata causata in parte dalla proliferazione di prodotti derivati legati ai mutui americani per la casa che hanno prodotto miliardi di dollari di svalutazioni portando al crollo della Lehman Brothers Holdings Inc. nel settembre 2008. L’ Indice MSCI World (MXWO) è caduto del 38 per cento nei sei mesi seguenti il collasso della Lehman. Il congelamento del credito globale dei mercati ha indotto le banche centrali di tutto il mondo a pompare liquidità nel sistema finanziario per incoraggiare i prestiti.
Le principali banche degli Stati Uniti sono cresciute di più in seguito alla crisi finanziaria, e il numero delle «troppo grandi per fallire» aumenterà del 40 per cento nei prossimi 15 anni, secondo i dati compilati da Bloomberg.
Lo staff del Fondo Monetario Internazionale ha avvertito in una relazione il del 27 maggio che requisiti patrimoniali più elevati e una maggiore vigilanza, dovrebbero essere imposti agli enti considerati TITF (too-important-to fail) per ridurre le probabilità di fallimenti su larga scala.