Alleanza Russia-Italia per lo spread: Putin disposto a comprare i nostri titoli di Stato

Il premier Conte in visita ufficiale a Mosca sigla 13 accordi commerciali con la Russia: al tempo stesso, Putin non esclude la possibilità di comprare titoli di Stato italiani se Roma dovesse essere in difficoltà.

Alleanza Russia-Italia per lo spread: Putin disposto a comprare i nostri titoli di Stato

Do ut des. Giuseppe Conte in visita ufficiale a Mosca ribadisce la contrarietà del governo gialloverde alle sanzioni inflitte dall’Europa alla Russia. Vladimir Putin dal canto suo, afferma che non ci sarebbero alcune restrizioni di carattere politico sul possibile acquisto di titoli di Stato nostrani da parte del Fondo sovrano russo, nel caso in cui lo spread dovesse mettere in difficoltà l’Italia.

Una sorta di ipotetico patto di ferro questo tra Putin e il premier Conte, con i due paesi che durante questo vertice hanno anche siglato tredici accordi commerciali bilaterali per un valore totale di 1,5 miliardi di euro.

I piani del governo per lo spread

Nonostante che Lega e Movimento 5 Stelle continuino a ripetere come la loro Manovra sia giusta e che sarà il volano per una crescita del Paese, tra i corridoi della maggioranza si stanno studiando diversi Piani B in caso di una escalation dello spread.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono pronti ad andare allo scontro frontale con Bruxelles, perlomeno fino a domenica 26 maggio giorno in cui si apriranno i seggi elettorali per le elezioni europee.

Come promesso dal ministro Tria nella lettera di risposta alla Commissione Europea, se poi l’Italia non dovesse centrare gli obiettivi che sono stati prefissati nella Manovra a quel punto il governo è pronto a intervenire per sanare la situazione.

In poche parole, se i risultati del secondo trimestre in materia di Pil non dovessero essere in linea con l’1,5% scritto nel Dpb, a quel punto il governo si impegnerebbe a sistemare i conti in estate con una manovra correttiva.

Nel mezzo però ci sono lunghi mesi dove l’Italia potrebbe essere esposta a una tempesta finanziaria. La fine del quantitative easing, il declassamento da parte delle agenzie di rating e la bocciatura da parte dell’Europa, potrebbero portare lo spread a limiti non sostenibili per il nostro paese.

Lega e 5 Stelle non sono disposti a rinunciare ai loro cavalli di battaglia, rispettivamente Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, visto l’intento di passare poi all’incasso elettorale a fine maggio. Nel frattempo però la situazione finanziaria per il paese potrebbe farsi complessa.

Ecco dunque che da tempo si parla di alcune grandi potenze che potrebbero venire in soccorso dell’Italia. I buoni rapporti tra Giuseppe Conte e Donald Trump sono risaputi, mentre nel suo recente viaggio in Cina il vicepremier Luigi Di Maio potrebbe aver intavolato un discorso in merito con Pechino.

Putin pronto a soccorrere l’Italia

Il leader mondiale però con il quale il nostro governo ha un feeling particolare è senza dubbio Vladimir Putin. Non è un caso che il presidente russo durante la conferenza stampa dell’incontro con Conte, non abbia escluso un possibile intervento di Mosca nell’acquisto di titoli di Stato italiani.

Non c’è nessuna restrizione di carattere politico sul possibile acquisto di titoli di Stato italiani da parte del Fondo sovrano russo - ha affermato Putin - ma non ne abbiamo discusso, l’economia italiana ha buone basi e siamo sicuri che i problemi con la Commissione Europea saranno risolti”.

Parole queste alle quali Conte ha subito risposto precisando che ” non sono venuto in Russia a chiedere al presidente Putin di acquistare titoli di Stato italiani, l’Italia è un paese solido e questo ci viene riconosciuto più all’estero che in Italia”.

Al momento quindi non ci sarebbe nessuna richiesta da parte del governo carioca al Cremlino, ma Putin ha voluto comunque anticipare che nel caso per la Russia non sarebbe un problema comprare titoli di Stato italiani.

La visita di Giuseppe Conte a Mosca non è stata però di pura cortesia. Il premier infatti ha siglato tredici accordi commerciali bilaterali per un valore totale di 1,5 miliardi di euro, parlando in merito delle sanzioni inflitte alla Russia di “uno strumento che va superato”.

I rapporti tra Italia e Russia sono quindi più che buoni. Un eventuale intervento del Cremlino nell’acquisto di titoli di Stato nostrani in pratica andrebbe però a “consegnare” il nostro paese nelle braccia di Putin.

Una prospettiva questa che andrebbe a scatenare un maremoto geopolitico, vista la centralità dell’Italia sia nell’Unione Europea che nella Nato, con Bruxelles e Washington che non la prenderebbero molto bene.

Al momento comunque si tratta soltanto di un’ipotesi, ma appare chiaro che il governo Conte stia lavorando a una serie di piani d’emergenza nel caso le cose, finanziariamente parlando, si dovessero iniziare a mettere male.

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