Rimborso IVA su tassa rifiuti: come funziona?

Come fare domanda di rimborso IVA per la tassa rifiuti? Ecco tutte le istruzioni.

Molti cittadini italiani hanno diritto a percepire il rimborso IVA sulla tassa rifiuti (tia, tares, tarsu o qualsiasi altro nome che essa abbia assunto nel corso di questi anni).

Il diritto al rimborso IVA sulla tassa rifiuti indebitamente versata dai cittadini italiani nasce da un principio di civiltà tributaria, quanto banale tanto difficile da applicare. Si tratta del divieto di doppia imposizione del prelievo fiscale.
Una stessa fattispecie - ovvero uno stesso fatto o atto di cui è protagonista il cittadino contribuente - non può essere oggetto di doppia imposizione fiscale.
E la tassa sui rifiuti lo è stata.

In sostanza, il Fisco ha ritenuto che la tassa sui rifiuti degli anni scorsi - Tares, Tarsu, ecc - potesse essere soggetta ad IVA in quanto non si trattava di un’imposta ma di un corrispettivo per il servizio reso dal Comune...
Ovviamente tale tesi non ha retto e la giurisprudenza consolidata ha dato ragione ai cittadini italiani che possono ora fare domanda di rimborso sull’IVA indebitamente pagata sulla tassa sui rifiuti.

Rimborso IVA tassa sui rifiuti: come funziona?

Compreso il motivo per cui noi cittadini abbiamo il diritto a fare domanda per il rimborso IVA sulla tassa sui rifiuti degli ultimi anni, andiamo a vedere ora come fare domanda per ottenere tale rimborso.

Analizziamo insieme tutti i passaggi da fare per controllare se possiamo richiedere il rimborso dell’IVA indebitamente pagata sulla tassa rifiuti degli ultimi anni.

1. Rimborso IVA tassa sui rifiuti: controllare se è stata pagata la TIA
In primo luogo occorre verificare che la tassa sui rifiuti sia stata applicata dal nostro Comune - direttamente o per mezzo delle varie aziende partecipate - sotto forma di TIA. Se, per esempio, la tassa sui rifiuti è stata applicata dentro la sigla della TASI sarebbe difficile sostenere il diritto al rimborso (poiché la TASI ha una struttura differente).

2. Verificare che l’IVA sia stata applicata nella ricevuta e/o fattura che abbiamo pagato
Una volta verificato il primo passaggio, occorre verificare che sulla fattura emessa dall’azienda comunale di gestione del servizio rifiuti sia stata applicata effettivamente l’IVA.

In caso affermativo occore procedere come segue:

  • raccogliere tutta la documentazione (fatture, comunicazioni, ricevute) dalla quale emerge l’obbligo di pagamento della tassa sui rifiuti;
  • verificare che tutti i pagamenti della tassa sui rifiuti richiesti in passato siano stati effettivamente eseguiti;
  • recarsi presso l’ufficio tributi del proprio Comune ovvero presso gli sportelli delle associazioni consumatori della nostra città che si occupano della problematica relativa al rimborso IVA sulla tassa sui rifiuti.

Ovviamente se verifichiamo che nel nostro Comune le fatture per la tassa rifiuti sono state emesse senza addebitare l’IVA non abbiamo nulla da richiedere a rimborso rispetto a questa fattispecie.

3. A chi rivolgersi per ottenere il rimborso IVA sulla tassa sui rifiuti
Come fare domanda per ottenere il rimborso IVA sulla tassa sui rifiuti?

Le casistiche sono molte e variano da Comune e Comune. La tematica, manco a dirlo, è caratterizzata da grandissima confusione.

Tuttavia, come si diceva sopra, ci sono soprattutto due categorie di soggetti ai quali rivolgersi per ottenere il rimborso dell’IVA indebitamente pagata dai cittadini sulla tassa rifiuti degli ultimi anni:

  • l’ufficio tributi del proprio Comune. Le città più virtuose stanno comunicando ai propri cittadini il diritto ad ottenere questo rimborso, proponendo le diverse modalità;
  • gli sportelli delle associazioni di categoria dove è possibile ottenere la modulistica necessaria per fare domanda di rimborso dell’IVA indebitamente pagata sulla tassa rifiuti.

Argomenti:

IVA Tares Tari

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