Riforma legge elettorale: PD e M5S pronti a fare fuori Renzi che però ha un jolly

Renzi fa dietrofront sulla legge proporzionale e soglia di sbarramento al 5%? Zingaretti e Crimi sono pronti a collaborare con Salvini e Meloni per far fuori tutti i piccoli partiti, Italia Viva compresa.

Riforma legge elettorale: PD e M5S pronti a fare fuori Renzi che però ha un jolly

Uno dei temi al centro della politica che viene affrontato con decisione in questi ultimi giorni, è quello della legge elettorale. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono decisi a sostituire il Rosatellum con una legge proporzionale che prevede una soglia di sbarramento nazionale al 5% (Brescellum). Sulla stessa linea c’era anche Italia Viva che aveva appoggiato l’accordo di gennaio, ma alla luce degli ultimi sondaggi elettorali che danno il partito di Matteo Renzi intorno al 3%, quest’ultimo, alla vigilia del voto in commissione alla Camera ha cambiato idea.

Il leader di Italia Viva vuole virare su una legge maggioritaria con doppio turno, in pratica la stessa utilizzata per eleggere i sindaci. Con questa posizione, la proposta che mette d’accordo PD e M5S potrebbe cadere non trovando i voti sufficienti. Nicola Zingaretti, consapevole del possibile dietrofront di Renzi, ha minaccia di accordarsi con Matteo Salvini o magari con Giorgia Meloni per trovare un accordo su una legge elettorale a sistema spagnolo, che prevede scontri elettorali in piccoli collegi che andrebbero a favorire ulteriormente le forze politiche maggiori, penalizzando tutti i piccoli partiti.

Dal canto suo, Renzi è già pronto all’eventuale colpo di coda che lo salverebbe da una probabile esclusione dal Parlamento del suo partito, ovvero, provare a convincere Forza Italia nella formazione di un’unica forza politica.

Entro il 20 settembre 2020, data in cui si vota non solo per l’elezioni dei governatori in sette regioni ma anche per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, il segretario Dem vuole che debba essere votato il testo base sulla legge elettorale, almeno da un ramo del Parlamento. Il leader del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, la pensa come Zingaretti.

Si arriverà allo scioglimento del vincolo di maggioranza sulla votazione del testo base elettorale? Ovviamente, a perdere sarebbero tutti i partiti politici minori, che si voti con il proporzionale puro con la soglia di sbarramento del 5% o ancora peggio con il sistema spagnolo, il rischio per Matteo Renzi è di trovarsi estromesso dal Parlamento, a meno che non trovi un accordo con Forza Italia per fondare un unico partito, eventualità che non sembra di facile attuazione.

Se l’asse PD-M5S trovasse un accordo con Lega e Fratelli d’Italia, anche Forza Italia rischierebbe di rimanere fuori dal Parlamento che sarebbe composto solo dalle prime quattro forze politiche, qualcosa che non si è mai verificato in un’Italia abituata a tanti partiti che suppur piccoli, spesso hanno permesso a una maggioranza di governare.

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