Reddito di cittadinanza, Landini chiede un “tagliando” al governo M5S-Pd

Reddito di cittadinanza al vaglio, Landini chiede al nuovo governo M5S-Pd di migliorare il sussidio e, soprattutto, di creare nuovi “alleati” per la lotta alla povertà.

Reddito di cittadinanza, Landini chiede un “tagliando” al governo M5S-Pd

Reddito di cittadinanza, si può migliorare. Si conclude tra proteste, quelle dei Navigator Campani, e perplessità, come le offerte di lavoro fantasma in Sicilia, la prima settimana che ha visto l’avvio della Fase due del Reddito, con il formarsi definitivo del nuovo governo, e per il sussidio pentastellato è tempo dei bilanci.

A lanciare il dado è Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, con la proposta di sottoporre al vaglio il Reddito di cittadinanza. Una sorta di “tagliando” di controllo per capire cosa funziona e cosa invece può essere migliorato.

Il Reddito di cittadinanza va verificato perché, è sì un sussidio economico che ha ridato a molti cittadini una certa libertà e dignità sociale, ma non basta perché “la povertà non va combattuta solo con questo sussidio” spiega Landini.

Il segretario nel corso di un’intervista a Radio Capital ha così espresso il suo pensiero e chiesto al nuovo governo M5S- Pd di intervenire perché “si può essere poveri anche con un reddito basso perché in famiglia c’è una persona non autosufficiente, perché non ci sono asili, scuole”.

Reddito di cittadinanza, cosa chiede Landini

Il tema centrale su cui si è costruito il Reddito di cittadinanza e su cui insiste Landini all’alba del nuovo governo giallorosso rimane la lotta alla povertà. E se il governo sta, forse comprensibilmente, cercando la strada da dove ripartire, Landini ha in mente già alcune opzioni.

Cosa fare per combattere la povertà? Sono due le strade che il segretario generale della Cgil ha ipotizzato: da una parte bisogna andare a potenziare i servizi sociali, creare un piano straordinario di investimenti in infrastrutture pubbliche e private con il dichiarato obiettivo di creare lavoro.

Il focus dovrebbe quindi andare più sull’implementazione delle politiche per il lavoro che verso un sussidio per la lotta alla povertà fine a se stesso, ”i posti non li creano i centri per il lavoro, c’è bisogno di un piano straordinario di investimenti in infrastrutture pubbliche e private. Il lavoro si crea se ripartono investimenti”, ribadisci Landini.

L’altra strada è una verifica anche di Quota 100 per capire come si e mossa, e soprattutto far capire che questa misura non è la panacea a tutti i mali. C’è sono molte altre che meritano l’attenzione del governo e molte altre le situazioni che non sono tutelate dall’attuale sistema previdenziale.

Occorre pensare ad una pensione di garanzia per i giovani, riconoscere davvero i lavori più pesanti, riconoscere la differenza di genere che non penalizzi le donne, introdurre un criterio di flessibilità di uscita. Sono preoccupato dal fatto che sul tema ci sia un vuoto nei programmi delle due forze politiche”, spiega il segretario.

Reddito di cittadinanza, le prospettive del nuovo governo

Il Reddito di cittadinanza, nonostante fosse stato uno dei provvedimenti aspramente criticati dai dem all’opposizione nel corso del governo gialloverde, non è stato oggetto di particolari discussioni per la nascita dell’esecutivo giallorosso.

La misura per la lotta alla povertà non è stata messa alla porta, e al momento non si mette in discussione il suo impianto generale. Ma, c’è un ma, una rivisitazione è più che plausibile seppur non verso l’allargamento della platea di beneficiari.

Le maggiori indiscrezioni parlano di un potenziamento nei confronti della Fase due del Reddito, rendendola più efficiente sotto il profilo dell’inserimento lavorativo che già dal suo avvio, nel corso di questa settimana, ha mostrato tutte le sue fragilità.

La sfida più grande che il nuovo governo è chiamato ad affrontare, e senza la quale né la lotta alla povertà né l’implementazione del Reddito sarà possibile, è la prossima legge di Bilancio 2020.

Tra i vincoli Ue, il rilancio della crescita, la salvaguardia dell’Iva e la revisione della spesa pubblica, per il nuovo ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, si preannuncia un battesimo nel fuoco.

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