Pil fermo, Confindustria: “Senza risultati colpa del governo”. Conte: “Stop congiunturale”

Il Pil dell’Italia non cresce e Boccia, presidente Confindustria, va in pressing. Il governo invece parla di una “Congiuntura economica generale”.

Pil fermo, Confindustria: “Senza risultati colpa del governo”. Conte: “Stop congiunturale”

Delude il Pil del terzo trimestre in Italia ma il governo non sembrerebbe curarsene più di molto, rinnovando la fiducia nella legge di Bilancio che sta per approdare in Parlamento e ribadendo che con la “manovra del popolo” il paese ripartirà.

Toni invece più preoccupati quelli che arrivano da Confindustria, con il presidente degli industriali Vincenzo Boccia che invece incalza il governo carioca: “Se i risultati della crescita non ci saranno nei prossimi mesi é colpa esclusiva di questo governo”.

Confindustria richiama il governo

Già a inizio ottobre Confindustria in qualche modo aveva messo in guardia il governo sul Pil. Quando Lega e Movimento 5 Stelle hanno messo nero su bianco nel Def una crescita nel 2019 all’1,5%, il Centro Studi degli industriali faceva notare che per loro invece sarebbe stato dello 0,9%.

Un discostamento di vedute netto, ma Confindustria lasciava ancora margini di fiducia alle mosse del governo pur ribadendo la bontà delle loro stime. La notizia però del Pil fermo allo 0,0% in Italia nel terzo trimestre del 2018 ha riacceso i bollori degli industriali.

C’è una divergenza di spiegazioni economiche in questo governo - ha commentato il Vincenzo Boccia - su cui bisogna cominciare a chiarire che se i risultati della crescita non ci saranno nei prossimi mesi è colpa esclusiva di questo governo e della politica economica che realizza, non di altri”.

Ospite a Ivrea dell’assemblea di Confindustria Canavese, il presidente ha però confermato come la Confederazione sia “a disposizione del Paese e del governo per fare proposte che non antepongano le ideologie alle spiegazioni economiche”.

Quanto ai dati snocciolati dall’Istat sul Pil, Boccia ha ribadito come il risultato fosse in fondo prevedibile visto che è l’intera economia globale che starebbe iniziando a rallentare con l’Italia che però deve reagire.

Il rallentamento dell’economia globale in funzione dei dazi degli Stati Uniti - ha concluso il presidente di Confindustria - il rallentamento complessivo della maggiore capacità di competizione industriale a partire dalla Cina, sono segnali che devono farci fare i conti su due questioni: una italiana e l’altra europea che per noi si chiama questione industriale”.

Governo tranquillo

Se Confindustria sembrerebbe essere più che preoccupata, dai palazzi del governo continua a filtrare una sostanziale fiducia. Come sempre accaduto nelle ultime settimane, la maggioranza infatti fa quadrato in difesa della manovra carioca.

Purtroppo dal punto di vista internazionale - ha spiegato Luigi Di Maio - c’è stata una serie di fattori che incidono sulla congiuntura economica generale. Ma vedrete che con la ’manovra del popolo’ non solo il Pil ma la felicità dei cittadini si riprenderà”.

Sulla stessa linea d’onda del capo politico del Movimento 5 Stelle anche il premier Giuseppe Conte: “E’ uno stop congiunturale, riguarda cioè l’intero quadro dell’economia europea. Lo avevamo previsto ma proprio per questo abbiamo pianificato una manovra espansiva che si adegua al trend che si andava delineando e mira a invertirlo”.

Aspettando che aumenti non solo il Pil ma anche la felicità del paese, lo spread però ha ripreso a crescere dopo che era sceso sotto i 300 punti base. Più che tranquillizzare gli elettori, il governo dovrebbe iniziare a convincere anche i Mercati.

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