Pensioni,novità: precoci e anticipata, ecco le manovre della riforma

Chiara Ridolfi

7 Settembre 2016 - 10:16

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Riforma pensioni: novità per precoci e uscita anticipata, il Governo ha stabilito in che modo procedere con queste categorie. Vediamo i cambiamenti che verranno inseriti nella riforma delle pensioni.

Le novità per le pensioni di precoci e uscita anticipata sembrano ormai essere state stabilite dallo staff del Governo. Non ha di certo nascosto le sue intenzioni Renzi, che nella giornata di ieri ha dichiarato di voler aumentare minime ed estendere la Quattordicesima.
Gran parte dei fondi quindi verranno destinati a queste due proposte, che richiedono un gettito non indifferente.

L’Ape invece sarà la manovra per riuscire a mandare in pensione anticipata molti lavoratori colpiti dalla Legge Fornero. Per questa manovra serviranno invece tra i 500 e i 600 milioni e sarà il nuovo modo di uscire dal lavoro in modo anticipato.
L’Ape però, senza le giuste depenalizzazioni, potrebbe diventare un vero e proprio fallimento, che porterebbe al blocco del mercato del lavoro.

Le manovre da inserire nel pacchetto della riforma delle pensioni sono però ormai state stabilite e il Governo non sembra abbia intenzione di cambiare la riforma in base agli incontri che si terranno nelle prossime settimane con i sindacati.
I tavoli organizzati saranno infatti dei momenti in cui confrontarsi, ma la correzione della manovra sembra da escludere.

Di seguito vi riportiamo le manovre per precoci e anticipata che rientreranno con ogni probabilità nella riforma delle pensioni che verrà inserita a settembre nella Legge di Stabilità.

Pensioni novità, precoci: qual è il piano del Governo?

Come avevamo previsto nei mesi scorsi i precoci saranno coloro che subiranno maggiormente gli effetti negativi della riforma del sistema pensionistico. La tanto sperata Quota 41 non è nei piani del Governo, che invece punta su altri settori.
La soluzione arriverebbe invece con un bonus contributivo, che darebbe un tot di soldi per ogni 4-6 mesi in cui si è lavorato prima dei 18 anni.

Il bonus è la manovra che verrà inserita con ogni probabilità nella riforma e permetterà solo a chi ha lavorato tra i 14 e i 18 anni di poter ottenere dei contributi Inps e anticipare il momento della pensione.
I lavoratori che usufruiranno di questo bonus non saranno però penalizzati e potranno andare in pensione percependo un assegno pieno.

Il problema è però che coloro che hanno lavorato dopo i 18 anni non potranno usufruire di questa manovra. Di conseguenza dovranno attendere un cambiamento prima di riuscire ad andare in pensione.
Non è però possibile riuscire ad includere tutta la platea dei precoci se si vuole applicare anche l’Ape, l’aumento delle minime e l’estensione della Quattordicesima.

Pensioni, novità: qual è la soluzione per l’uscita anticipata

Le manovre ideate dallo staff di Poletti sembrano mirare molto più a coloro che in pensione già ci sono, che a chi deve ancora andarci. Si discute molto più di aumento di minime e Quattordicesima, che di Ape negli ultimi giorni.
L’Ape è ormai chiaro che rientrerà nelle manovre della riforma delle pensioni e che sarà l’unica proposta per l’uscita anticipata dal lavoro.

Non sembra infatti che verranno prese in considerazione le altre proposte dei sindacati o che verranno ideate delle alternative al progetto. Il programma per il pensionamento anticipato ha però il problema delle penalizzazioni, che i lavoratori potrebbero non voler sostenere alla fine della loro carriera lavorativa.
Cesare Damiano in più occasioni aveva avanzato la proposta di togliere le penalizzazioni per alcuni lavoratori, ma al momento non sembra che sarà possibile.

L’Ape avrà delle penalizzazioni che non si potranno trascurare e che influiranno in modo abbastanza pesante sulla pensione. Non sono sufficienti i fondi per applicare degli sgravi e per avere una riforma senza penalizzazioni.

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