Partito Democratico, sì alla “cena dei leader”: Renzi, Gentiloni e Minniti da Calenda

Gentiloni, Minniti e Renzi hanno accettato l’invito a cena di Calenda: in vista del Congresso, può nascere il nuovo asse del Partito Democratico?

Partito Democratico, sì alla “cena dei leader”: Renzi, Gentiloni e Minniti da Calenda

È arrivato il momento delle cene nella politica italiana. Dopo quella di Arcore tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che dovrebbe aver sancito una nuova unità di intenti per il Centrodestra, adesso è il Partito Democratico che sta per riunirsi a tavola.

Carlo Calenda infatti ha lanciato un invito pubblico a Matteo Renzi, Marco Minniti e Paolo Gentiloni: la cena si farà anche se non martedì come ipotizzato dall’ex ministro visto che Renzi fino a giovedì sarà in Cina.

A cena da Calenda

L’idea è nata in risposta a un cinguettio di tale Giuliano da Empoli, che chiedeva ai “quattro leader” di sedersi attorno a un tavolo per impedire così una “deriva del Partito Democratico verso l’irrilevanza e la sottomissione al M5S”.

Carlo Calenda così ha preso la palla al balzo lanciando un invito formale a Matteo Renzi, Marco Minniti e Paolo Gentiloni. “Martedì a cena da me” è stata quindi la proposta subito lanciata dall’ex ministro.

Dopo l’invito via Twitter, pian piano sono arrivate le adesioni. Il primo è stato Marco Minniti che, dalla Festa dell’Unità di Pescara, si è detto pronto ad accettare l’invito a cena dell’ex compagno di governo.

Anche Paolo Gentiloni ha poi annunciato la propria disponibilità, “se si fa è una cosa a cui non si può rinunciare”, sottolineando però che i problemi del Partito Democratico di certo non si possono risolvere con una cena.

Infine c’è Matteo Renzi, che ha fatto sapere di avere massima stima per i tre commensali: l’ex sindaco di Firenze però fino a giovedì è in Cina per una serie di conferenze, con la data della possibile cena che quindi è ancora da stabilire.

Il rebus Partito Democratico

La cena dunque si farà, con Calenda che poi con un nuovo tweet ha voluto rispondere alla sottolineatura di Gentiloni, parlando dell’incontro come un possibile primo passo necessario per aprire un confronto sul futuro.

Senza dubbio però più che le partecipazioni pesano i mancati inviti. Esclusi dall’incontro a quattro sono infatti Maurizio Martina (attuale segretario del partito) e Nicola Zingaretti (unico candidato finora al Congresso).

Sullo sfondo poi ci sono le parole di Matteo Orfini, con il presidente del PD che ha proposto di sciogliere e rifondare il partito, anche senza cambiare nome, in vista delle elezioni europee che si terranno a maggio.

All’interno del Partito Democratico quindi continuano a convivere più anime. Da chi vuol ripartire dal territorio (Martina) a chi invece punta tutto su una opposizione dura (Renzi), passando poi anche per chi vorrebbe ripartire da zero (Orfini).

In questo scenario il Congresso del PD (primarie a gennaio come detto da Martina?) continua a rimanere un rebus: cena da Calenda a parte, la mossa che si è attende è quella di Matteo Renzi ma ancora a riguardo non è arrivato nessun segnale.

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