Papa Francesco riforma la giustizia: ergastolo abolito, ma pene più dure per i reati verso minori

Marta Panicucci

12 Luglio 2013 - 09:47

Papa Francesco riforma la giustizia: ergastolo abolito, ma pene più dure per i reati verso minori

Papa Francesco continua la sua opera di riforma della Chiesa cattolica. E’ di pochi giorni fa il pellegrinaggio a Lampedusa dove il Papa ha gettato in mare un mazzo di fiori in memoria degli stranieri morti cercando di approdare sulle coste italiane, che ha rinfocolato il dibattito politico sul tema.

Oggi è la volta della giustizia vaticana ancora legata Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all’indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Città del Vaticano. Una riforma storica quindi quella voluta da Papa Francesco, grazie alla quale a partire dal primo settembre, saranno punibili nuovi reati mai entrati tra le mura del Vaticano.

«Questi interventi normativi, dichiarano dalla Santa Sede, si collocano nella direzione di un aggiornamento volto a dare maggiore sistematicità e completezza al sistema normativo vaticano».

Nuove norme

Papa Francesco ha firmato un «motu proprio» che grazie anche alle tre leggi della commissione Pontificia, renderà valide le nuove leggi, a partire dal primo settembre prossimi, su tutto il territorio della Città del Vaticano.

Niente più ergastolo, ma nuove norme anti riciclaggio, delitti contro l’umanità e pene più severe per chi commette reati verso i minori. Papa Francesco fin dall’inizio si è dimostrato molto severo nei confronti del clero che si rende colpevole di abusi o molestie sui minori, dando finalmente voce ai fedeli che da anni chiedono una pulizia all’interno della Chiesa cattolica.

La riforma introduce anche nuove tipologie di delitto e reato come la tortura, il genocidio e l’apartheid. Inasprite le pene per chi sottrae dalle stanze vaticane documenti sensibili per la Chiesa.

Convenzioni internazionali

Tra le norme volute da Papa Francesco alcune, soprattutto quelle che introducono i reati contro l’umanità, rispondo alla necessità di attuare alcune convenzioni internazionali. Di seguito, a titolo esemplificativo, si ricordano:

  • quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra;
  • Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale;
  • Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;
  • Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000.

Abolito l’ergastolo, ma pene più severe

L’ergastolo sarà sostituito con la reclusione da 30 a 35 anni e per la sottrazione di documenti importanti si prevedono pene più severe. Secondo il nuovo articolo 116bis infatti che sottrarrà documenti riservati dagli uffici vaticani rischia fino a 8 anni di reclusione: «Se il documento trafugato riguarda interessi di particolare tenore e riservatezza, ha spiegato il professor Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale Vaticano, codice alla mano le pene lievitano dai 4 agli 8 anni».

Le nuove norme prevedono anche un’inasprimento delle pene per i delitti contro la pubblica amministrazione in accordo con la Convenzione della Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione. Per tutelare la correttezza dei comportamenti pubblici, fanno sapere dal Vaticano:

sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell’Autorità giudiziaria con l’aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall’introduzione della misura del blocco preventivo dei beni.

Di fondamentale importanza le modifiche del codice penale del Vaticano che riguardano i reati che hanno come vittime i minori. In questo senso sono state ridefinite alcune tipologie di reato e anche introdotte di nuove: la vendita, la prostituzione, l’arruolamento e la violenza sessuale; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori.

Oltre ad inserire nuovi reati e rendere le pene più severe Papa Francesco ha fatto di più, allargando la platea di coloro che dovranno rispettare le leggi e in caso, incorrere nelle sue pene. Dal primo settembre sono sottoposti alle nuove norme non solo gli officianti e dipendenti, ma anche i nunzi apostolici, i diplomatici della Santa Sede, i dipendenti di organismi e istituzioni collegati al Vaticano.

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