Lettera aperta con la quale si chiede al Presidente della Repubblica Mattarella il rispetto congiunto del dettato costituzionale e dell’oggetto del trattato europeo vigente.
L’economista Paolo Savona ha scritto al Capo dello Stato Sergio Mattarella una lettera aperta, pubblicata da Scenari Economici, sulla cessione della sovranità fiscale che dovrebbe far funzionare la sovranità monetaria europea e la relativa moneta unica denominata euro.
Paolo Savona è stato Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con delega al riordinamento delle partecipazioni statali nel Governo Ciampi da aprile del 1993 ad aprile del 1994) ed è stato nel biennio 2005-2006 Capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei ministri e Coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona che ha redatto il Piano Italiano per la Crescita e l’Occupazione presentato alla Commissione Europea il 15 ottobre 2005.
Dalla lettera si coglie bene che la cessione già avvenuta della sovranità monetaria ha dato alle economie degli Stati-membri continua incertezza a livello di economia reale e la decrescita ha operato continui tagli di spesa pubblica. L’insieme delle scelte sono state fatte senza stabilire quando e come, e come si legge, si dovesse pervenire all’unione politica necessaria per rendere irreversibile l’euro.
Si mette in evidenza che la Banca Centrale Europea non ha il potere di svolgere la funzione di lender of last resort (prestatore di ultima istanza), funzione indispensabile proprio per gli attacchi speculativi come quelli che abbiamo vissuto dopo la crisi finanziaria americana del 2008. Ecco allora che per Savona “la cessione della sovranità fiscale per far funzionare la sovranità monetaria europea” non è possibile ma leggiamo questo pezzo:
Leggo sui giornali che Lei avrebbe concordato con il Presidente della BCE e il Ministro dell’economia e finanza italiano una strategia in attuazione del previsto accordo. Non credo di dovere spiegare a Lei perché nomino istituzioni e non persone. Penso che queste notizie siano suggerimenti di persone scriteriate (l’aggettivo è di un Suo illustre predecessore, Luigi Einaudi) che, non fidandosi più del Paese, ammesso che mai se ne siano fidate, lo vogliono colonizzare; una sorta di fastidio per i disturbi che provengono per i loro interessi. Spero che la notizia sia infondata, perché se non lo fosse, sarebbe Suo dovere smentirle, secondo un insegnamento che mi ha dato Ugo La Malfa: se un notizia è falsa, non si smentisce, se è vera, si deve farlo; e, aggiungeva che, se i contenuti della notizia erano particolarmente importanti – come sarebbe la cessione della sovranità fiscale che marcherebbe la fine della democrazia italiana senza che ne nasca un’altra – non si doveva solo smentire, ma farlo in modo energico.
Sarebbe bello che il Nostro Presidente rispondesse. Oggi non è come ieri e la criticità verso l’Ue e la Bce nonché per le scelte di politica monetaria sono all’attenzione degli studiosi di economia in primis che sono – non tutti s’intende - autonomi dalle varie sfere dei gruppi politici di governo e non. Presidente Mattarella, tenga conto che ci sono in Italia vaste aree di cittadini che stanno pagando prezzi altissimi per questa Unione europea e hanno problemi (e piangono in silenzio! proprio per fare la spesa alimentare.
Savona ben mette in evidenza che i trattati internazionali sono contratti giuridici tra nazioni e l’oggetto del Patto stipulato a Maastricht in attuazione dell’Atto unico e ribadito a Lisbona nel 2000 parla chiaro: all’art. 2, punto 3, afferma che L’Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.
L’Unione combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.
Fino ad oggi si registra disoccupazione, servizi pubblici sempre più cari e diminuzione continua del potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni.