Mutui a tasso variabile: Euribor ai minimi termini

Daniele Sforza

4 Maggio 2012 - 14:27

Mutui a tasso variabile: Euribor ai minimi termini

Continua inarrestabile la discesa degli indici Euribor: l’indice a 1 mese è sceso sotto la soglia dello 0,4%, attestandosi allo 0,399%, a soli 0,002 punti percentuali del minimo storico registrato il 31 marzo del 2010. L’indice a 3 mesi è sceso allo 0,7%, ma è destinato a scendere anch’esso verso il minimo storico dello 0,634%. Una buona notizia per chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile, legato principalmente agli indici Euribor, tuttavia anche strumento fondamentale per comprendere le aspettative della nostra economia.
Oltre agli Euribor, tuttavia, scendono anche gli indici Eurirs, legati prevalentemente al calcolo dei mutui a tasso fisso. L’Eurirs a 20 anni, è infatti sceso al 2,55%, mentre quello a 25 anni è scivolato al 2,51%.

Quali le prospettive?

La flessione degli indici Euribor, quindi, porta una buona e una cattiva notizia. La buona notizia è riferita principalmente ai mutuari che hanno scelto il tasso variabile, mentre la cattiva riguarda prevalentemente lo stato di incertezza cronica in cui verte l’economia futura del nostro Paese. Secondo le previsioni, inoltre, gli indici Euribor non varcheranno la soglia dell’1% prima di settembre 2014, e del 2% prima del 2016.
Occhio anche agli spread applicati agli istituti di credito, strumenti che influenzano in misura notevole il costo dei mutui anche più degli indici Euribor, e che sono in grado di aumentare i costi fino al 30%. Da non sottovalutare anche i nuovi criteri di selettività adoperati dalle banche per i nuovi mutuari.

Mutui a tasso variabile più convenienti?

Chi sceglie di aprire un mutuo oggi, quindi, dovrà farlo a tasso variabile piuttosto che a tasso fisso. La situazione attuale lo consente e risulterebbe una scelta molto vantaggiosa e conveniente: se i mutui a tasso fisso consentono di pagare sempre la stessa rata, garantendo perciò maggiore stabilità, i mutui a tasso variabile risentono maggiormente dell’andamento del mercato e perciò è per questo motivo che a oggi risultano molto più convenienti, in quanto le rate peseranno notevolmente di meno. C’è tuttavia da considerare che dopo aver toccato i minimi storici, gli indici tenderanno progressivamente a salire, anche se, secondo le previsioni, non ritorneranno sulla soglia del 3% non prima di 5 o 6 anni.

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