Moody’s: dopo S&P una nuova minaccia per i rating UE

Nadia Fusar Poli

12 Dicembre 2011 - 09:08

Moody’s: dopo S&P una nuova minaccia per i rating UE

MOODY’S - Moody’s ha annunciato che riesaminerà il rating dei paesi dell’Unione Europea nel primo trimestre 2012. Il summit UE della scorsa settimana non avrebbe prodotto, secondo l’agenzia di rating, risultati decisivi, lasciando l’area dell’euro esposta alla minaccia di nuovi shock.

«L’assenza di misure per stabilizzare i mercati del credito a breve termine implica che la zona euro e l’UE nel suo complesso, rimangono vulnerabili a futuri shock e che la coesione della zona euro è costantemente minacciata» ha reso noto l’agenzia di rating in un comunicato.

Moody’s ha aggiunto che la crisi permane a un livello critico e instabile, i mercati del debito sovrano e il sistema bancario restano esposti a tensioni acute che le autorità monetarie e finanziarie troveranno sempre più difficile arginare. I paesi della zona euro, i cui leader erano riuniti Venerdì a Bruxelles, hanno firmato un nuovo trattato, a cui solo la Gran Bretagna ha deciso di non associarsi, con l’obiettivo di muoversi verso una maggiore integrazione economica e di bilancio.

In sostanza, però, quanto deciso non sembra convincere. Per Moody’s le nuove misure previste sono poche e «non cambiano la nostra opinione sulla base della quale i rischi per la coesione della zona euro continuano a crescere». Moody’s conferma dunque quanto annunciato nel mese di novembre. Salvo una stabilizzazione delle condizioni del mercato del credito, i rating sovrani dell’UE restano sotto osservazione, e passibili di declassamento. L’esito del vertice UE non ha fatto cambiare idea.

Moody’s, al contrario, crede che quanto emerso da Bruxelles, lasci intendere il permanere delle tensioni tra i leader dei paesi della zona euro, confermato dalla ferma opposizione espressa dai paesi più forti , e ribadita anche in quest’ultima occasione, ad aumentare gli aiuti verso gli stati in difficoltà, più deboli da un punto di vista fiscale. Le autorità della zona euro devono far fronte ad una pressione crescente, esortati ad agire per ripristinare la fiducia sui mercati e alle prese con i «capricci» della politica. «Più a lungo questa situazione durerà, maggiore sarà il rischio che si sviluppino condizioni economiche sfavorevoli, quand’anche i leader politici si troveranno ad affrontare prove e compiti gravosi per i loro sforzi di coordinamento e di riduzione del debito».

Venerdì scorso, Moody’s aveva tagliato il rating fi Bnp, SocGen e Credit Agricole.