In occasione della conferenza organizzata dal Nikkei, Mario Monti, sempre da Tokyo, si esprime così davanti agli investitori a proposito della riforma del lavoro: «E’ una riforma che certamente provoca alcuni risentimenti e discussioni anche aspre in questo momento nel Paese, ma ho l’impressione che la maggioranza degli italiani percepiscano questa riforma del lavoro come un passo necessario nell’interesse dei lavoratori».
Crede nella persuasione, Mario Monti, così come afferma la sua totale convinzione che gli italiani accetteranno la riforma e i suoi benefici perché «alla fine promuoverà l’interesse dei lavoratori, sia attuali che futuri, in modo più efficace di quanto non lo faccia l’attuale sistema che, mi spiace, ma scoraggia le imprese italiane dagli investimenti nel Paese, così come quelle straniere». Il riferimento è probabilmente alla Cina che, nonostante l’incoraggiamento pubblico del presidente Hu Jintao rivolto alle business community cinesi, appare sempre frenata dall’insormontabile ostacolo della burocrazia italiana.
L’intervento si chiude con una rassicurazione ai giovani, che «vorrebbero entrare nel mercato del lavoro ma hanno difficoltà perché le imprese hanno paura di assumere, poiché è molto difficile licenziare anche per ragioni economiche», e con una frecciatina ai partiti, rincarata anche dalle dichiarazioni di Bruxelles: «Nonostante il calo degli ultimi giorni, a causa delle misure sul mercato del lavoro, il governo gode di un forte consenso nei sondaggi di opinione, ma i partiti no».
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