Merkel: sconfitta alle elezioni. Vince il piano anti austerità

Daniele Sforza

14 Maggio 2012 - 15:37

Merkel: sconfitta alle elezioni. Vince il piano anti austerità

La Cdu è stata sconfitta nella zona più popolosa e industrializzata della Germania, il Nord Reno-Westfalia, dove abitano 13 milioni di persone, e alla Merkel non resta altro da fare che leccarsi le ferite e riflettere sulla sua politica di rigore a tutti i costi. La Spd di Hannelore Kraft è uscita vincitrice con il 39% dei consensi, mentre la Cdu è crollata al 26% (dopo il 34,6% di due anni fa). Seguono i Verdi con il 12%, i liberali del Fdp con l’8,5%, i Piraten con il 7,5%.

Un voto contro l’austerità

Vince così il piano anti austerità, con Hannelore Kraft, considerata la «regina dei debiti», sugli scudi: una Merkel rossa, come la definisce la stampa tedesca, ma anche il suo esatto opposto. Mentre la Merkel continua a ribadire la necessità di rigore e di austerità, la Kraft non considera così grave evitare tagli e rilanciare nuovi piani politico-economici. E mentre il candidato della Cdu Noerbert Roettgen afferma «Ho sbagliato io, è una mia personale sconfitta» e si dimette da leader del partito nella regione, e la Merkel digerisce la sconfitta ammettendo il fallimento, la stampa tedesca, anche quella più progressista, smorza letteralmente le illusioni della sinistra.

Lo Spiegel, ad esempio, ci va giù duro: «Gli avversari della Merkel si gonfiano», titola, ma è solo un’illusione, «un’autosuggestione politica», perché la Merkel si rafforza e il futuro del Parlamento sarà con sei partiti se si conta anche l’ingresso dei Piraten. Sulla stessa lunghezza d’onda, il Berliner Zeitung: «Siamo all’ora delle illusioni», scrive «con la Spd che ricomincia a sognare. Che sciocchezza. Nulla lascia prevedere che l’anno prossimo la coalizione rosso-verde riesca a vincere le elzioni per la Cancelleria, con tutti i sondaggi che mettono il partito socialdemocratico sotto il 30%».

A vincere non sono stati i partiti, ma le persone, come afferma la Sueddeutsche Zeitung: «Il pericolo di questi risultati elettorali è che i partiti pensano di essere usciti rafforzati, attribuendosi il successo dei loro candidati», mentre il conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung se la prende con la Merkel: «Da ieri la signora Merkel e la Cdu capiscono come dovette sentirsi la Spd, quando nelle elezioni del 2009 per la Cancelleria crollò al 23%, risultato con le origini in un disastro elettorale a Dusseldorf». E chissà che alle prossime elezioni del settembre 2013, non siano proprio due donne a sfidarsi per ottenere la maggioranza dei consensi, visto che la Kraft è ormai diventata la seconda donna più importante della politica tedesca.

Un futuro tutto in salita per la Merkel

Quel che è certo è che per la Merkel ora inizia il periodo più duro: l’asse Parigi-Berlino di qualche mese fa ormai è storia vecchia e la cancelliera tedesca dovrà vedersela con François Hollande, ormai alla guida di tutti quei Paesi europei favorevoli a un piano di rilancio e di crescita sociale, anche sotto l’aspetto dell’occupazione, e meno inclini al Fiscal Compact, per la Merkel unica strategia possibile per uscire dalla crisi del debito. Berlino, così, per la prima volta dopo tanto tempo, si troverà costretta a fare un passo indietro e a venire incontro alle nuove aspirazioni dei leader europei, in attesa dell’incontro del 23 maggio a Bruxelles con il Consiglio europeo, e di quello del 29 a Camp David, dove anche Barack Obama spingerà sulla crescita del vecchio continente, anche per allontanare i fantasmi di una crisi che potrebbe varcare l’Oceano e rendere ancora più minacciata la sua vittoria alle prossime elezioni.

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