MANOVRA SALVA ITALIA, MONTI - Fatta la diagnosi, trovato il rimedio. Per salvare l’Italia serviva una cura e il dott. Monti, con la sua squadra di esperti e professionisti, preparato il “farmaco”, si appresta ora a somministrarlo. Il piano di austerità del governo, è stato approvato dal Senato, Giovedì 22 dicembre. La famigerata e controversa manovra salva Italia, è legge.
Il governo di Mario Monti ha ottenuto la fiducia sul provvedimento da 30 miliardi di euro (tra nuove tasse e una riforma delle pensioni), già approvato dalla Camera. Il testo è stato approvato con 257 voti favorevoli e 41 contrari (al “no” della Lega si è aggiunto quello di Idv, Svp e Union Valdotaine).
Prima del voto, il Presidente del Consiglio aveva sottolineato che il piano era "di estrema emergenza e permetterà all’Italia di affrontare la crisi europea a testa alta”.
I dati diffusi in settimana dall’Istat, mostrano che l’economia italiana, la terza della zona euro, si è contratta dello 0,2% nel terzo trimestre, evocando, di fatto, lo spettro di una lieve recessione nel 2012. Il debito italiano ha raggiunto il 120% del PIL.
Anche se la situazione resta «molto critica», «dobbiamo aver fiducia in noi stessi», ha detto Monti, invitando gli italiani a comprare i titoli di stato italiani.
Con la manovra salva Italia il governo intende rimettere ordine nelle finanze pubbliche, in particolare centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2013 e mantenere così la promessa fatta all’Unione europea e ai mercati. C’è ancora molto lavoro da fare “per liberare l’economia italiana dai freni che per troppo tempo hanno rallentato la sua crescita", ha aggiunto Monti.
Uno dei «temi chiave» è la riforma del mercato del lavoro. Il dialogo con le parti sociali sarà particolarmente acceso. Il governo vuole muoversi nella direzione della «flexicurity», ispirata al modello danese, mentre i sindacati non mollano la presa sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Mario Monti ha anche promesso «azioni coraggiose» sul fronte della liberalizzazione, tema particolarmente caldo che ha già provocato agitazioni e suscitato malcontento, soprattutto tra tassisti e farmacisti.