MANOVRA MONTI. La manovra Monti è alle battute finali. Il provvedimento «salva Italia» sta per prendere ufficialmente forma. Oggi il governo porrà la fiducia sul testo votato ieri dalle Commissioni riunite di Bilancio e Finanze, mentre il voto finale è previsto per venerdì sera alle 19:30. Dopo il passaggio al Senato, la conversione del decreto in legge, dovrebbe giungere prima di Natale.
Cosa si troveranno le famiglie italiane sotto l’albero? Probabilmente non sarà una piacevole sorpresa. Al contrario.
La manovra Monti, secondo Adusbef e Federconsumatori, si tradurrà in una maxi stangata: le ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro l’anno a famiglia, che, sommate alle misure del governo Berlusconi, salgono a 3.160 euro.
Secondo gli esperti delle due associazioni, a regime le ricadute della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte. I tagli riguardano il mancato adeguamento dell’indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l’anno) e quelli agli enti locali (163 euro l’anno). Per quanto riguarda invece le imposte sono previsti aumenti per 270 euro derivanti dagli aumenti dell’Iva, 405 euro per l’Imu, l’imposta sulla prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l’addizionale regionale allo 0,3%. L’impatto della manovra si ripercuoterà anche sui consumi: secondo Adusbef e Federconsumatori «una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza».
Se questo è salvare l’Italia...
Ma le sorprese non finiscono qui. Con la manovra ribattezzata «salva Italia», infatti, aumenteranno (ancora) le accise sui carburanti.
I «ritocchini» al rialzo sarebbero dell’ordine di 8,2 centesimi al litrosulla benzina e di 11,2 sul gasolio. Del resto è cosa risaputa. Quando lo Stato è costretto a fare cassa velocemente, non può che batter cassa sui «soliti noti»: ovvero benzina e sigarette. Brutte notizie anche per i fumatori. Anche per il tabacco infatti è previsto un aumento dell’accisa e la colpa è degli emendamenti dell’ultimo minuto. Con i cambiamenti approvati dal governo Monti, è stata infatti alleggerita la tassa sulle auto e sulle barche di lusso: una riduzione progressiva dell’addizionale erariale della tassa che si traduce di fatto in minori proventi per lo Stato. Ecco quindi che è stata prevista una clausola di copertura in base alla quale verrà rideterminata l’accisa del tabacco da fumo. L’aumento servirà a coprire per intero il mancato gettito derivante dalla riduzione della «tassa sul lusso». In altri termini, i fumatori pagaheranno gli sconti concessi ai possessori di yacht e macchine potenti. In nome dell’equità, così salvaguardata. Le bionde (già tassate con la manovra-bis di Ferragosto) diventeranno ancora più costose: saranno il nuovo «bene di lusso»? Un incentivo per smettere di fumare?