MPS: ripercussioni negative dall’operazione Antonveneta

Daniele Sforza

10 Maggio 2012 - 14:37

MPS: ripercussioni negative dall’operazione Antonveneta

Le indagini della Guardia di Finanza su Monte dei Paschi di Siena fa crollare inevitabilmente il titolo in Borsa, polverizzando così tutto quanto era stato totalizzato nei primi due mesi dell’anno.

C’è il sospetto che la banca sia stata danneggiata

Le accuse al vertice dell’inchiesta riguardano una manipolazione del mercato e ostacolo alle autorità di vigilanza sull’acquisizione di Antonveneta, ma il comandante provinciale delle Fiamme Gialle di Siena Giampaolo Mazza ha tenuto a precisare: «Abbiamo il sospetto, e solo il sospetto, che la banca abbia avuto solo ripercussioni negative dall’operazione Antonveneta. Fino a che punto sono solo procedure anomale o elementi di altra natura che non prevedono reato non possiamo ancora saperlo». «L’indagine», ha concluso «è a 360 gradi e punta ad accertare tutto». Le perquisizioni nelle sedi di Siena e di altre città, inoltre, sono finite, la documentazione è stata interamente raccolta e adesso mancano solo alcuni dettagli: tutto, comunque, è riferibile solo al caso Antonveneta e alle vicende a essa collegate.

Collaborazione con gli inquirenti e massima tranquillità dal Monte

Tranquillo e assolutamente collaborativo il neo-presidente di Mps, Alessandro Profumo, convinto che l’inchiesta «non rallenterà il lavoro del Cda, ma anzi lo accelererà». «La nostra massima preoccupazione in questo momento», ha dichiarato «è per le 31mila persone che lavorano al Monte».
Lo spirito collaborativo è accentuato anche dall’amministratore delegato Fabrizio Viola: «Tutta la struttura è a disposizione degli inquirenti perché facciano al meglio il loro lavoro, emerga la verità e la banca esca da questa situazione contingente».
Sul fronte interno, invece, si continua a lavorare sulla revisione del piano industriale per la sua presentazione al mercato verso metà giugno.

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