Legge elettorale: il «Porcellum è incostituzionale» e scoppia la baruffa. M5S: «Parlamento abusivo»

Marta Panicucci

5 Dicembre 2013 - 13:25

Legge elettorale: il «Porcellum è incostituzionale» e scoppia la baruffa. M5S: «Parlamento abusivo»

La Corte Costituzionale decreta l’incostituzionalità della legge elettorale provocando la baruffa in Parlamento e tra gli osservatori esterni.

La Corte ha bocciato la legge nata dal leghista Calderoli nei due punti sottoposti al vaglio di legittimità rispetto alla legge fondamentale dello Stato: il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze ovvero le cosiddette liste bloccate.

Le reazioni di tutte le parti politiche sono state accese. C’è chi parla di sentenza storica e chi considera il Parlamento delegittimato dal momento che si è formato in seguito ad elezioni svolte con una legge elettorale contraria ai principi costituzionali. Il Movimento 5 Stelle chiede la sospensione dei lavori parlamentari.

Il Porcellum e la Costituzione

La legge elettorale chiamata «una porcata» dal suo stesso ideatore è incostituzionale. Sull’aderenza o meno del porcellum alla legge fondamentale dello stato italiano si è discusso per anni e la battaglia di coloro che volevano vedere sancita la sua incostituzionalità ha dato i suoi frutti.

Il primo fautore dell’incostituzionalità della legge elettorale è un avvocato Aldo Bozzi che nel 2009 aveva citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno. A suo avviso nelle elezioni del 2006 e del 2008, svoltesi con il porcellum, non erano stati rispettati i principi costituzionali previsti dall’articolo 48 e 58 della Carta.

  • Articolo 48: «Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico».
  • Articolo 58: «I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età».

L’interrogazione è passata dal tribunale di Milano alla Cassazione per poi approdare sul tavolo della Corte Costituzionale che ha preso la decisione definitiva.

Reazioni e conseguenze

Il primo a commentare è lo stesso Aldo Bozzi che all’Adnkronos dichiara: Quattro anni di battaglie andate a buon fine. E adesso bisogna sottolineare che non si crea nessun vuoto giuridico: a mio parere, con la pronuncia della Consulta, di fatto si torna alla legge elettorale precedente, il Mattarellum.«Non è dello stesso avviso l’ex premier Silvio Berlusconi che ha parlato della Corte Costituzionale come di un»organo politico della sinistra".

Non sono ancora chiare le conseguenze della decisione delle Corte sul Porcellum, se questa implichi o meno il ritorno automatico al proporzionale. Il presidente emerito della Consulta, Valerio Onida afferma: “Non si torna alla legge precedente, ossia il Mattarellum, ma si ha una conferma del proporzionale senza premio di maggioranza. Questo sembrerebbe l’effetto della prima parte della sentenza, ma solo col deposito della sentenza si produrrà l’effetto di far cessare l’efficacia delle norme dichiarate incostituzionali.

«Parlamento delegittimato»

Ancora più forte la reazione del giurista Gianluigi Pellegrino, secondo cui: «dopo il pronunciamento della Consulta, il Parlamento è delegittimato, dal punto di vista istituzionale è una decisione clamorosa. Nelle motivazioni della sentenza, la Corte si sforzerà di dire il contrario. Ma l’effetto reale è quello di una potente delegittimazione delle Camere.»

E non solo. Il giurista invoca lo scioglimento immediato dei due rami del Parlamento: "a questo punto vi è un dovere civico di procedere allo scioglimento, potendosi solo procedere come indica la Consulta ad una riforma elettorale che sia ampiamente condivisa, perché certo non si possono usare le maggioranze incostituzionali per approvare la legge elettorale”.

“Se la legge elettorale è incostituzionale, siamo tutti illegittimati a operare”: questa la presa di posizione del Movimento 5 Stelle. “Siamo tutti abusivi”, dice Carlo Sibilia del M5S, “d’ora in poi ogni nostro atto potrà essere messo in discussione”.

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