Costerà, e non poco, la riforma del mercato del lavoro: 20,3 miliardi tra il 2013 e il 2021, per l’esattezza, a quanto segnala il testo del provvedimento. Probabile che molte di queste spese saranno ammortizzate da un autofinanziamento, grazie all’utilizzo delle maggiori entrate e dei risparmi di spesa in base all’applicazione delle normative fiscali previste dallo stesso Ddl e da altre riduzioni di spesa di funzionamento di Inps e Inail: 90 milioni di euro preventivati, a cui se ne aggiungeranno 10 provenienti dai Monopoli.
Sul sito del Ministero del Lavoro è possibile consultare per intero tutto il Ddl: qui si legge ce le risorse finalizzate a finanziare la riforma, oltre alle provenienze sopraccitate, avranno origine da nuove misure fiscali, come la riduzione della deducibilità dei costi delle auto aziendali (dal 90% al 70%) e dei professionisti (dal 40% al 27,5%), o la sovrattassa di 2 euro sui diritti di imbarco sugli aerei (a partire a luglio 2013).
Anno per anno, le risorse ammontano a 1,719 miliardi er il 2013; 2,921 miliardi per il 2014; 2,501 miliardi per l’anno seguente, mentre per il 2016 sono previsti 2,482 miliardi; 2,038 sono i miliardi per il 2017, mentre per il 2018 previsti 2,142 miliardi e per il 2019, una cifra di poco superiore, per un totale di 2,148 miliardi. Infine 2,195 miliardi per il 2020 e 2,225 miliardi per il 2021.
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