“La Grande Scommessa” (The Big Short) racconta come alcuni investitori sono diventati ricchi con lo scoppio della bolla immobiliare negli Stati Uniti nel 2007: ecco perché andare a vederlo assolutamente.
Uno dei film più atteso del 2016 è uscito nelle sale d’Italia, tra grandi attese e aspettative. Nel film «La Grande Scommessa» spunta un cast di eccezione composto da Brad Pitt, Ryan Gosling, Christian Bale e Steve Carell, per la regia di Adam McKay, sullo sfondo della speculazione della crisi finanziaria negli Stati Uniti del 2008.
Ecco tutti i motivi per cui “La Grande Scommessa” (The Big Short) è un film da vedere assolutamente.
“La Grande Scommessa”, traduzione non molto fedele al titolo originale “The Big Short”, racconta di una battaglia epica tra le forze del bene e del male, accompagnata da personaggi arroganti ma al tempo stesso apprezzabili, alcuni dei quali, nonostante i loro difetti e carenze evidenti, riescono a riscattarsi e a vincere contro un impero del male.
Sembrerebbe la trama di “Star Wars: Il risveglio delle Forza”, e invece si tratta della trasposizione in film del libro di Michael Lewis, “The Big Short - Il grande scoperto”, dal quale possiamo ancora imparare molto.
In una circostanza assai curiosa proprio oggi, giovedì 7 gennaio - data di uscita del film - l’investitore George Soros ha avvertito che le gravi condizioni attuali dei mercati finanziari sono assai simili a quelle verificatesi durante la crisi del 2008.
Perché andare a vedere il film «La Grande Scommessa»
Il film “La Grande Scommessa”, da giovedì 7 gennaio 2016 nelle sale di tutta Italia, racconta di un gruppo ben assortito di trader e fund manager che riescono ad anticipare l’implosione imminente della bolla speculativa sul mercato immobiliare statunitense e a scoprire un nuovo modo per investire su di essa.
Non è un spoiler ma storia affermare che sì, il mercato finanziario è crollato, i nostri protagonisti hanno fatto una barca di soldi ma nessuno riesce a vivere felice e contento.
La maggior parte delle recensioni internazionali ed italiane sono per lo più positive - il famoso critico Rotten Tomatoes ha conferito alla pellicola una votazione dell’87% definendola «un’accusa sarcasticamente divertente contro i cattivi della vita reale.»
Conoscendo le dinamiche delle crisi finanziarie, crisi si può affermare con facilità che il film “La Grande Scommessa” segue una trattazione corretta.
Un insieme complesso di fattori ha causato una bolla nel credito ipotecario, seguita da un crollo delle valutazioni delle case che ha quasi distrutto il resto dell’economia.
I detrattori del film «La Grande Scommessa»
Un piccolo gruppo di esperti ha criticato il film, sostenendo che la narrazione è fondamentalmente sbagliata. Il governo, dicono, è il colpevole, perché ha costretto le banche a dare mutui a persone a basso reddito che non potevano permetterselo. Il sito Barron’s accusa Bill Clinton, il Wall Street Journal accusa «l’incertezza su come il governo si sarebbe comportato con le banche di credito».
Sì, Clinton - e George W. Bush dopo di lui - ha promosso l’erogazione di mutui alle famiglie a basso reddito. Tuttavia, non sono stati i mutui il centro della crisi. Altre bolle immobiliari si sono verificate in molti altri paesi che non avevano l’equivalente delle banche statunitensi sponsorizzate dal governo, la bolla è stata trainata dai mutuatari a medio e alto reddito, e i mutuatari che hanno fatto aumentare i prezzi erano principalmente speculatori piuttosto che famiglie.
Queste false accuse ci forniscono un caso da manuale su ciò che avviene quando i fatti si intromettono all’interno di un’ideologia che ha fallito i test della vita reale. In effetti, alcune delle persone che hanno causato la crisi finanziaria sono i maggiori sostenitori di queste accuse e i maggiori detrattori del film “La Grande Scommessa”: radicali, assolutisti del libero mercato e altri che semplicemente non riescono ad accettare i fatti, e piuttosto che cambiare opinione, semplicemente si rifiutano di fare i conti con la realtà.